Gigafactory di Termoli, il futuro del progetto di ACC in bilico
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Redazione Economia
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Le sorti della Gigafactory di Termoli, un progetto annunciato con grande enfasi e da tempo avvolto in un alone di incertezza, sembrano pendere da un filo, mentre le parti in causa si preparano a una decisione che potrebbe segnare la fine dell'ambizioso piano. La joint venture Automotive Cells Company (ACC), nata dalla collaborazione tra Stellantis, Mercedes e TotalEnergies, si trova infatti a dover valutare la fattibilità dell'intera operazione, la cui sospensione aveva già generato non poche polemiche. Un mercato dell'auto elettrica che, com'è noto, non sta crescendo ai ritmi inizialmente previsti, rappresenta uno dei fattori cruciali che pesano sull'esito finale, spingendo i protagonisti verso una scelta di estrema cautela.
Le smentite e l'attesa della decisione
Nonostante le ricostruzioni di stampa specializzata che parlavano di una rinuncia ormai prossima, l'azienda ha prontamente replicato, definendo "non veritiera" una simile ipotesi e ribadendo che la parola definitiva spetterà al board dei soci. La tempistica per questo verdetto, atteso con apprensione da tutto l'indotto locale e non solo, è stata circoscritta tra la fine dell'anno in corso e il mese di gennaio, lasciando così un'ultima finestra di speranza. Va considerato, d'altronde, che la stessa ACC sta affrontando delle difficoltà operative in altri siti produttivi, come quello di Douvrin, in Francia, un elemento che inevitabilmente influisce sulle sue strategie di investimento a medio e lungo termine.
Le reazioni politiche e le preoccupazioni per il territorio
Dal canto suo, la politica è intervenuta con toni allarmati, sollecitando un intervento immediato dell'esecutivo per fare chiarezza su una vicenda che tocca da vicino le prospettive industriali della nazione. Esponenti di spicco hanno parlato di un "colpo gravissimo" per l'Italia, denunciando l'assenza di una strategia chiara per il settore automotive e l'eccessiva dipendenza dalle decisioni dei grandi gruppi internazionali. L'invito rivolto a Palazzo Chigi è stato quello di "rompere il silenzio" e di assumere una posizione netta, di fronte a una situazione che rischia di compromettere irreversibilmente lo sviluppo di un'area già economicamente fragile.
Lo scenario industriale in evoluzione
Nel frattempo, le mosse di Stellantis sembrano orientarsi verso altre direzioni, con un'accelerata degli investimenti in Spagna dove, in partnership con il colosso cinese Catl, si sta lavorando per potenziare la produzione di batterie. Questa scelta strategica, se da un lato risponde a logiche industriali e di mercato comprensibili, dall'altro non fa che alimentare i timori di un progressivo abbandono del progetto molisano. La partita sulla Gigafactory di Termoli, dunque, si gioca su un doppio piano: da una parte ci sono le valutazioni tecniche ed economiche dei soci di ACC, dall'altra le pressioni politiche e le legittime aspettative di un territorio che guarda a questo impianto come a un'occasione di rilancio fondamentale.




