Washington si prepara al sorteggio mondiale tra stelle sportive e tensioni diplomatiche
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Redazione Sport
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Tutto è pronto al Kennedy Center di Washington, dove venerdì 5 dicembre, a partire dalle ore 18 italiane, si terrà il sorteggio dei gironi per il Mondiale di calcio 2026, un'edizione che si disputerà, per la prima volta, in tre nazioni confinanti: Stati Uniti, Canada e Messico. L'evento, che segna l'inizio del conto alla rovescia verso la competizione in programma dall'11 giugno al 19 luglio del 2026, sarà trasmesso in streaming gratuito su diverse piattaforme, tra cui SportMediaset e DAZN, quest'ultima già focalizzata anche sulla futura acquisizione dei diritti televisivi della fase finale. Mentre l'attenzione degli appassionati è catturata dall'incognita sul percorso dell'Italia, la cui partecipazione dipenderà esclusivamente dall'esito dei playoff di marzo prossimo e che per ora viene indicata con una semplice "X" nelle simulazioni, la cerimonia assume toni spiccatamente americani. Sul palco, infatti, saliranno leggende dello sport a stelle e strisce come Shaquille O'Neal per il basket, Tom Brady per il football e Wayne Gretzky per l'hockey, affiancati da Rio Ferdinand, ex difensore di Manchester United e Inghilterra, che curerà la conduzione tecnica della serata.
Le ombre sul galà: un visto negato e un promo controverso
L'atmosfera di festa, però, è offuscata da due questioni distinte che rischiano di gettare un'ombra sulla procedura. Da un lato, si è consumato un serio incidente diplomatico dopo che al presidente della federazione calcistica dell’Iran è stato negato il visto d'ingresso, fatto che lascerà simbolicamente una sedia vuota nell'auditorium e che ha spinto il presidente della Fifa, Gianni Infantino, a tentare una mediazione diretta con il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, suo "compagno di merende". Dall'altro, ha suscitato perplessità la decisione di riservare un promo gratuito a Elon Musk, dettaglio che aggiunge un elemento di commercializzazione ibrida a un evento puramente sportivo. Sono situazioni che, seppur non direttamente connesse alla meccanica del sorteggio, dimostrano come la politica e gli interessi economici siano parte integrante del macro-sistema che ruota attorno alla Coppa del Mondo.
Il meccanismo del sorteggio: come funziona la suddivisione
La procedura di venerdì seguirà i criteri stabiliti dalla Fifa, che ha già suddiviso le quarantotto nazionali partecipanti – un numero record per l’edizione 2026 – in diversi fasce in base al ranking mondiale. L'obiettivo è bilanciare i gironi, evitando, per quanto possibile, concentrazioni eccessive di squadre di alto livello nelle prime fasi. Il sorteggio determinerà quindi il destino delle formazioni già qualificate, mentre per altre, come l'Italia, il quadro rimane in sospeso in attesa degli ultimi, decisivi, spareggi. L'assegnazione a un girone piuttosto che a un altro può infatti influenzare notevolmente le ambizioni di una squadra, delineando un percorso potenzialmente più o meno impervio già dalla fase a gironi.
L'attesa e le prospettive per il calcio italiano
Per il calcio italiano, dunque, questa rimane una vigilia carica di aspettativa ma anche di incertezza. Gli occhi sono puntati sui playoff di marzo, un appuntamento in cui non è più concessa alcuna margine d'errore. Solo superando quello scoglio, la nazionale potrà finalmente abbinare il proprio nome a uno dei gruppi che verranno disegnati a Washington, inserendosi in un mosaico che vedrà protagonisti i grandi favoriti e le sorprese emergenti da ogni continente. Intanto, la macchina organizzativa del torneo prosegue il suo lavoro, con la cerimonia di sorteggio che funge da primo, formale atto pubblico di un Mondiale che promette di essere unico per estensione geografica e impatto culturale.




