Washington accoglie l'Iran per il sorteggio mondiale, mentre la Fifa placa le tensioni diplomatiche

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La cerimonia che assegna i gironi del Mondiale 2026, evento che tradizionalmente accende i riflettori sul pianeta calcio ancor prima del fischio d’inizio, si è trovata al centro di una delicata questione diplomatica, risolta solo all’ultimo momento. Una delegazione della federazione calcistica iraniana, guidata dal ct Ardeshir Ghalehnoy, è infatti atterrata a Washington dopo che nei giorni scorsi Teheran aveva minacciato di disertare l’appuntamento, a causa del diniego del visto statunitense per alcuni suoi membri. La Fifa, che ha formalmente “dato il benvenuto” al gruppo, ha operato una mediazione silenziosa ma efficace, come confermato dallo sblocco della situazione avvenuto mercoledì, permettendo così la piena partecipazione di tutti gli attori a un evento che, nella sua essenza sportiva, cerca di trascendere le contingenze politiche.

La macchina organizzativa si mette in moto

Con l’arrivo delle delegazioni, compresa quella iraniana, al John F. Kennedy Center for the Performing Arts, la macchina dei primi Mondiali a 48 squadre e a tre nazioni ospitanti – Stati Uniti, Canada e Messico – ha mosso ufficialmente il suo primo ingranaggio operativo. Il sorteggio, in programma per le 18 ora italiana di venerdì 5 dicembre, non rappresenta soltanto uno spettacolo mediatico, ma il momento fondativo della competizione, poiché andrà a definire la struttura portante della fase a gironi. Un meccanismo, questo, che la Fifa ha dovuto ridisegnare completamente per accogliere il nuovo formato allargato, destinando 12 pool da quattro squadre ciascuna alle nazionali già qualificate, a quelle ospitanti e alle vincenti dei percorsi di playoff.

Il sistema delle fasce e il percorso dell'Italia

Per la composizione delle urne, la federazione internazionale ha adottato come criterio primario la classifica mondiale, sebbene con un’importante eccezione di natura politica e organizzativa: Canada, Messico e Stati Uniti, in quanto paesi organizzatori, sono stati collocati d’ufficio nella prima fascia, garantendosi così, sulla carta, gironi più accessibili. Il resto delle squadre verrà suddiviso in base al ranking, creando una gerarchia che condizionerà profondamente l’esordio nel torneo. In questo quadro, l’Italia – la cui assenza dalle ultime due edizioni mondiali pesa come un macigno – non è ancora presente in via definitiva, ma compare potenzialmente con la dicitura “Playoff UEFA A”. Qualora infatti riuscisse a superare il proprio percorso di qualificazione, approderebbe alla fase finale come squadra di quarta fascia, un posizionamento che la esporrebbe inevitabilmente a sorteggi più ardui sin dall’esordio.

Il nuovo regolamento e la posta in gioco

L’ampliamento del torneo a 48 partecipanti comporta, com’è ovvio, un cambiamento radicale nel regolamento della fase a eliminazione diretta. Non più 16, bensì 32 squadre accederanno infatti ai sedicesimi di finale: si qualificheranno, semplicemente, le prime due classificate di ciascuno dei 12 gironi, alle quali si aggiungeranno le 8 migliori terze. Una formula che, se da un lato offre un margine di errore leggermente più ampio nella fase iniziale, dall’altro intensifica la competizione per la vittoria del girone stesso, fattore che potrebbe evitare incontri proibitivi già al primo turno dei playoff. Mentre Washington si prepara allo spettacolo, l’attenzione degli addetti ai lavori è dunque divisa tra l’eleganza cerimoniale dell’evento e la sostanza tecnica di un sorteggio che, per molte nazionali, inizierà a tracciare il sentiero verso la coppa.

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