Suor Anna Donelli nega le accuse di concorso esterno in associazione mafiosa
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Redazione Interno
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Suor Anna Donelli, 57 anni, originaria di Cremona e residente a Milano, è stata recentemente coinvolta in un'inchiesta della procura di Brescia che ha portato alla luce presunte infiltrazioni mafiose nel tessuto economico bresciano. La religiosa, appartenente alla congregazione delle suore della carità, è stata posta agli arresti domiciliari con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa, in particolare per i suoi presunti rapporti con il clan 'ndranghetista dei Tripodi, operativi tra Flero e Castel Mella.
L'inchiesta, che ha visto l'emissione di 30 ordinanze e il sequestro di quasi 2 milioni di euro, ha coinvolto numerosi individui e ha messo in luce un complesso sistema di connivenze e complicità. Suor Anna, storica volontaria nelle carceri di San Vittore a Milano e Canton Mombello a Brescia, ha sempre sostenuto di aver agito esclusivamente per motivi umanitari, negando con fermezza qualsiasi coinvolgimento con la criminalità organizzata.
Durante l'interrogatorio davanti al gip di Brescia, suor Anna ha contestato punto per punto le accuse mosse dalla procura, ribadendo la sua estraneità ai fatti contestati. La religiosa, che si è presentata in tribunale accompagnata dal suo avvocato Robert Ranieli, ha mantenuto un atteggiamento riservato e schivo, evitando di rispondere alle domande dei giornalisti presenti.
Il caso di suor Anna Donelli ha suscitato grande interesse mediatico, non solo per la figura della religiosa coinvolta, ma anche per la portata dell'inchiesta che ha scoperchiato un vasto sistema di infiltrazioni mafiose nel nord Italia




