Suor Anna Donelli e le accuse di legami con la mafia
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Redazione Interno
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Suor Anna Donelli, una religiosa di Cremona, è stata recentemente arrestata e posta agli arresti domiciliari nell'ambito di un'indagine della Procura di Brescia su un presunto gruppo criminale legato alla 'ndrangheta. Secondo le accuse, la suora avrebbe approfittato del proprio incarico spirituale per facilitare le comunicazioni tra i membri del clan del boss Stefano Terzo Tripodi, detenuti in carcere, e i loro familiari all'esterno, risolvendo conflitti e scavalcando i divieti di colloqui imposti dalle autorità penitenziarie.
L'avvocato di suor Anna, Robert Ranieli, ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera che chi conosce bene la religiosa non può credere a tali accuse infamanti. Ranieli ha sottolineato che suor Anna ha sempre agito in buona fede, cercando di favorire le relazioni umane e confidando che gli inquirenti vogliano presto ascoltare la sua versione dei fatti. Anche gli altri volontari del carcere, increduli, non ritengono possibile che la suora abbia sfruttato il suo ruolo per trasmettere messaggi tra i membri della cosca calabrese dei Tripodi.
L'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia ha portato alla luce una locale di 'ndrangheta operante tra Flero e Castelmella, alla periferia di Brescia. I presunti capi della cosca sono attualmente detenuti nelle carceri di Opera e Piacenza. Il modus operandi del gruppo criminale prevedeva l'avvicinamento di imprenditori in difficoltà economiche, ai quali veniva offerto aiuto per poi essere successivamente stritolati dalle richieste estorsive.
Suor Anna Donelli, 57 anni, era stata premiata a febbraio per la sua "virtù civica" con il Panettone d'oro, un riconoscimento per il suo impegno nel volontariato carcerario.




