Suor Anna Donelli e l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Suor Anna Donelli, 57 anni, religiosa di Cremona, è stata arrestata due giorni fa nell'ambito di un'indagine della Procura di Brescia su un presunto gruppo criminale legato alla 'ndrangheta. L'accusa, formulata dai pubblici ministeri, è di concorso esterno in associazione mafiosa. Secondo l'accusa, la suora avrebbe approfittato del proprio incarico spirituale per aiutare il clan del boss Stefano Terzo Tripodi a comunicare tra i membri all'interno del carcere, risolvendo conflitti e scavalcando i divieti di colloqui anche con i familiari fuori dagli istituti penitenziari.
L'avvocato di suor Anna Donelli, Robert Ranieli, ha dichiarato in un'intervista al Corriere della Sera che chi conosce bene la religiosa non può credere a tali accuse infamanti. Ranieli ha sottolineato che suor Anna Donelli ha sempre cercato di favorire le relazioni umane e confida che gli inquirenti vogliano presto ascoltare la sua versione dei fatti. Anche gli altri volontari del carcere, increduli, non credono possibile che la religiosa abbia approfittato del suo ruolo di assistenza ai detenuti per trasmettere messaggi tra i membri della cosca calabrese dei Tripodi.
Il cuore della 'ndrangheta bresciana si trova tra Flero e Castelmella, alla periferia di Brescia, dove la locale di 'ndrangheta è al centro dell'inchiesta della Direzione distrettuale antimafia. I presunti capi della cosca sono attualmente detenuti nelle carceri di Opera e Piacenza. Secondo le indagini, il gruppo criminale cercava imprenditori in difficoltà, offrendo inizialmente aiuto per poi stritolarli.
Suor Anna Donelli, premiata a febbraio per la sua "virtù civica" con il Panettone d'oro, respinge le accuse e ribadisce la sua assoluta buona fede.




