La battaglia per Pokrovsk e il varo del sottomarino Khabarovsk
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Redazione Esteri
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La guerra in Ucraina, mentre segna il suo millletrecentoquarantottesimo giorno, vede una delle sue fasi più critiche concentrarsi nel settore di Pokrovsk, un nodo ferroviario e una roccaforte nel Donetsk la cui rilevanza strategica è fondamentale per la stabilità dell’intero schieramento difensivo ucraino. Le forze di Mosca, che hanno intensificato la loro pressione sull’area, affermano di aver accerchiato diverse unità nemiche, dichiarando che alcuni militari, come riportato da alcune testimonianze di prigionieri diffuse dai media russi, avrebbero iniziato ad arrendersi. Dall’altro lato, le truppe di Kiev, sebbene sotto uno sforzo offensivo considerevole, rigettano queste affermazioni e comunicano di aver avviato una decisa operazione di contrasto per respingere l’avanzata, sottolineando come la resistenza rimanga tenace nonostante la complessità della situazione sul campo.
L'operazione anfibia delle forze speciali
Secondo ricostruzioni apparse sui media ucraini, tra cui l’emittente pubblica Suspilne, unità delle forze speciali legate alla direzione centrale d’intelligence del Ministero della Difesa di Kiev avrebbero condotto un’ardita operazione anfibia nelle vicinanze di Pokrovsk. L’azione, che si configurerebbe come un tentativo di infiltrazione e contrattacco, avrebbe l’obiettivo strategico di alleviare la pressione dell’assedio russo sulla città, cercando di crearvi una breccia. Le autorità di Mosca, per parte loro, hanno dichiarato di aver sventato la manovra, sebbene da Kiev giungano smentite ufficiali su questa versione dei fatti, in un susseguirsi di dichiarazioni che rendono opaca la reale dinamica degli scontri.
Il varo del sottomarino Khabarovsk
Parallelamente alle operazioni terrestri, un significativo sviluppo si è verificato nel porto di Severodvinsk, nel nord della Russia, dove è stato varato il sottomarino nucleare “Khabarovsk”. Alla cerimonia di lancio, come riportato dall’agenzia Tass e confermato dal ministero della Difesa, era presente il ministro Andrey Belousov, il quale ha definito la giornata “importante”. Il sottomarino, che lascia gli scali del cantiere Sevmash, è stato progettato con una capacità peculiare: è infatti il vettore designato per trasportare il drone subacqueo a propulsione nucleare noto come “Poseidon”.
Le caratteristiche del drone Poseidon
Proprio sul drone Poseidon, presentato in passato come un’arma strategica di nuova generazione, sono state espresse valutazioni che ne esaltano le caratteristiche tecniche uniche. Viene affermato, infatti, che in termini di velocità operativa e di profondità di immersione raggiungibile, il sistema non avrebbe eguali al mondo. La sua potenza distruttiva, come è stato dichiarato, risulterebbe essere significativamente superiore a quella di un missile balistico intercontinentale come il Sarmat, e le sue peculiarità lo renderebbero, secondo le parole di chi lo ha promosso, un’arma praticamente impossibile da intercettare con i sistemi difensivi attualmente esistenti.




