Verstappen samurai domina a Suzuka, McLaren e Ferrari a rimorchio
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Redazione Sport
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Max Verstappen, che già di suo non ha bisogno di presentazioni, ha aggiunto un altro tassello alla sua leggenda vincendo per la quarta volta consecutiva il Gran Premio del Giappone, un tracciato che ormai gli appartiene. Se in passato Alonso si era guadagnato il soprannome di samurai per la sua affinità con la cultura nipponica, stavolta è stato l’olandese a vestire i panni del guerriero, dimostrando ancora una volta di saper piegare la gara al suo volere.
La Red Bull, nonostante le voci sulla crescente competitività della McLaren, ha avuto la meglio senza troppi patemi, con Verstappen che ha gestito la corsa con la precisione di un metronomo. Partito dalla pole position – ottenuta in qualifica con un giro al limite dell’impossibile – ha mantenuto il comando fin dal via, lasciando alle sue spalle Lando Norris e Oscar Piastri, costretti a un dignitoso ma inevitabile secondo e terzo posto.
La Ferrari, dal canto suo, ha confermato le difficoltà su questo tipo di piste, con Charles Leclerc autore di una gara regolare ma insufficiente per minacciare il podio, mentre Carlos Sainz ha chiuso più staccato. Se c’è una nota positiva per il Cavallino, è che il distacco non è stato eccessivo, ma la sensazione è che manchi ancora quel passo decisivo per lottare in prima fila.
Tra le sorprese, spicca invece il giovane Andrea Kimi Antonelli, alla sua seconda gara in Formula 1 con la Mercedes, che ha stupito per maturità e velocità, tanto da meritarsi il massimo dei voti nelle pagelle di alcuni osservatori. Un esordio promettente, che fa già parlare di lui come del nuovo unicorno del circus, un talento raro destinato a far discutere.
Hamilton, invece, non è mai riuscito a entrare in scena con convinzione, rimanendo ai margini della top five e confermando le difficoltà della sua monoposto. Una prestazione opaca, che lascia spazio a domande sulla reale competitività della Mercedes in questa fase della stagione.




