Assoluzione confermata per la famiglia Mottola nel caso di Serena Mollicone

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte d'Assise d'Appello di Roma ha confermato l'assoluzione di Franco Mottola, della moglie Anna Maria e del figlio Marco nel processo per la morte della giovane Serena Mollicone. La sentenza di primo grado, emessa nel 2022 presso il Tribunale di Cassino, è stata quindi confermata.

Il processo

Il processo riguardava l'omicidio di Serena Mollicone, una ragazza di 18 anni di Arce (Frosinone), scomparsa il primo giugno 2001 e trovata morta dopo tre giorni nel vicino bosco Fonte Cupa. Gli imputati erano Franco Mottola, ex comandante della stazione dei carabinieri di Arce, sua moglie Annamaria e il loro figlio Marco.

Le richieste dell'accusa

In appello, l'accusa aveva chiesto la condanna del maresciallo dei carabinieri Franco Mottola a 24 anni, di sua moglie Annamaria a 22 e del loro figlio Marco, a 21. Nonostante queste richieste, i giudici della Corte d’Assise d’Appello di Roma hanno assolto gli imputati, per non aver commesso il fatto.

La reazione dei Mottola

Dopo la sentenza, Marco Mottola ha risposto ai giornalisti che gli chiedevano se la sentenza fosse la fine di un incubo, dicendo: «Lo avete causato voi» questo incubo. L'avvocato della difesa della famiglia Mottola, Francesco Germani, ha commentato: «La giustizia italiana ha due caratteristiche: è lunga ma alla fine arriva».

Il delitto senza colpevoli

Con questa sentenza, l'omicidio di Serena Mollicone resta senza colpevoli. La famiglia della vittima ha espresso la propria amarezza per l'esito del processo. Tra fischi e proteste, il presidente del collegio, Vincenzo Capozza, ha letto il dispositivo di assoluzione. Il delitto di Arce, quindi, resta senza nome l'assassino di Serena Mollicone.

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