Milano, l’omicidio di Sueli Barbosa: un rogo e una caduta per sfuggire alla morte
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Redazione Interno
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La morte di Sueli Leal Barbosa, precipitata dal quarto piano di un palazzo in viale Abruzzi nel disperato tentativo di sfuggire alle fiamme, non è stata un incidente, ma l’esito di un "piano criminoso ragionato e preparato". È quanto sostiene la procura di Milano, che ha chiesto la convalida dell’arresto per Michael Pereira, il compagno della vittima, accusato di omicidio volontario aggravato da premeditazione, crudeltà e futili motivi.
Pereira, 45enne brasiliano come Sueli, avrebbe appiccato il fuoco nell’appartamento dove vivevano da tre anni, chiudendola dentro con l’intenzione di provocarle "sofferenze prolungate, non solo prevedibili, ma ricercate". Poi, mentre le fiamme divampavano, sarebbe uscito a bere una birra, lasciando che la compagna affrontasse da sola un destino atroce.
I condomini, svegliati dalle urla disperate, hanno raccontato di averla vista aggrapparsi alla finestra, avvolta in una coperta, nel vano tentativo di salvarsi. Ma le fiamme, ormai fuori controllo, non le hanno lasciato scampo. Quella che doveva essere una relazione d’amore si era trasformata, da tempo, in un incubo. Le amiche di Sueli, come Emanuela e Sandra, sapevano dei suoi silenzi, delle bugie alla sorella Solange per nascondere la violenza di un uomo che "piangeva quando lei lo lasciava, ma poi la picchiava".
La gelosia di Pereira, secondo quanto Sueli aveva confidato, era all’origine di continue liti. Ma nessuno avrebbe immaginato che quel controllo ossessivo potesse sfociare in una tragedia così lucida nella sua ferocia. La pm, nel descrivere i fatti, ha sottolineato come la vittima abbia vissuto gli ultimi istanti nella piena consapevolezza di ciò che stava accadendo, rendendo la sua fine ancora più inaccettabile.




