Milano, le ultime ore di Sueli Barbosa: dal vino al rogo, la morte cercata dal compagno
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Redazione Interno
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Milano – Michael Pereira, 45 anni, brasiliano come la sua compagna Sueli Leal Barbosa, avrebbe pianificato con lucida crudeltà la sua fine. Non un gesto impulsivo, ma un "piano criminoso ragionato e preparato", come scrive la procura nella richiesta di arresto per omicidio volontario aggravato. Le accuse sono chiare: legame di convivenza, futili motivi, premeditazione e, soprattutto, crudeltà. Quella che ha trasformato la morte di Sueli in un calvario prolungato, con sofferenze "non solo prevedibili, ma ricercate".
Le ultime ore della vittima, trascorse tra alcol e tensioni, emergono dalle dichiarazioni dello stesso Pereira ai carabinieri. "Ho bevuto vino, birre, Campari", avrebbe ammesso, descrivendo una serata che si è conclusa con una lite. Ma ciò che è accaduto dopo va ben oltre il conflitto domestico. Secondo i pm, l’uomo avrebbe appiccato le fiamme nell’appartamento di viale Abruzzi, chiudendo dentro Sueli prima di uscire, quasi fosse un macabro rituale.
I condomini, svegliati dalle urla, hanno raccontato il tentativo disperato della donna di sfuggire al rogo. Avvolta in una coperta, cercò di aggrapparsi alla finestra del quarto piano, mentre il fuoco divorava la stanza. Un gesto inutile: Sueli è precipitata, morendo poco dopo. Le indagini rivelano un rapporto già segnato dalla violenza. Amiche e parenti sapevano delle gelosie ossessive di Pereira, delle botte, delle riconciliazioni lacrimose. A Emanuela, la migliore amica, Sueli non l’aveva mai presentato; a sua sorella Solange mentiva, minimizzando. A Sandra, un’altra confidente, aveva confessato solo una delle tante liti, senza svelare l’inferno quotidiano.




