Viale Abruzzi, le ultime ore prima dell’omicidio di Sueli: "Ho bevuto vino, birre, Campari. Poi la lite"
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Redazione Interno
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Milano – Michael Pereira, il 45enne brasiliano accusato di aver ucciso la compagna Sueli Leal Barbosa, aveva pianificato ogni dettaglio affinché la sua morte fosse «lenta, atroce e consapevole». Lo scrive la procura nella richiesta di arresto, sottolineando come le sofferenze inflitte alla donna non fossero solo prevedibili, ma volutamente ricercate. Pereira è imputato di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà, dalla premeditazione e dal legame di convivenza, oltre che dall’aver agito per futili motivi.
Quella notte, tra alcol e liti, il tragico epilogo. «Ho bevuto vino, birre, Campari», avrebbe detto l’uomo durante l’interrogatorio, ammettendo la discussione ma negando di aver appiccato il fuoco intenzionalmente. Secondo la ricostruzione dei pm, invece, Pereira avrebbe dato alle fiamme l’appartamento di viale Abruzzi con piena consapevolezza che Sueli, rimasta intrappolata, non avrebbe avuto scampo. La donna, nel tentativo disperato di salvarsi, è precipitata dal quarto piano.
Le amiche di Sueli raccontano un rapporto segnato dalla violenza. «La picchiava, lei lo lasciava e lui piangeva», ha detto una di loro. Ad altri, la vittima aveva confessato le gelosie ossessive del compagno, con cui conviveva da tre anni. Persino alla sorella Solange, Sueli mentiva, nascondendo i soprusi, ben sapendo che l’uomo non era ben visto in famiglia.
La gip Anna Calabi ha confermato la custodia cautelare in carcere per Pereira, respingendo la tesi dell’incidente. «Un’azione lucida e crudele», ha scritto nel provvedimento, evidenziando come l’accusato abbia agito senza pentimento, lasciando la compagna in una trappola mortale. L’avvocata difensora, Anne Attard, ha ribadito la versione del mozzicone di sigaretta caduto accidentalmente, ma le indagini – tra cui le analisi sulla dinamica dell’incendio – smentirebbero questa ricostruzione.




