Nella rete del finto Crosetto: dopo Moratti si allunga la lista delle vittime
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Redazione Interno
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MILANO. Le indagini sulla maxi-truffa che ha coinvolto alcuni dei più noti imprenditori italiani si sono intensificate, rivelando un meccanismo sofisticato e inquietante. Al centro della vicenda, che ha portato al congelamento di conti correnti esteri su cui sono stati versati almeno un milione di euro, c’è l’uso di una voce, forse generata da software di intelligenza artificiale, che imitava quella del ministro della Difesa Guido Crosetto. Le prime segnalazioni, raccolte dagli stessi imprenditori, hanno spinto Crosetto a denunciare immediatamente il caso, attivando i carabinieri già giovedì scorso, quando la notizia è stata diffusa.
Tra le vittime figurano nomi di spicco come Giorgio Armani, Patrizio Bertelli (presidente del gruppo Prada), Marco Tronchetti Provera, Massimo Moratti, Diego Della Valle e rappresentanti delle famiglie Aleotti, proprietaria del gruppo farmaceutico Menarini, oltre ai Beretta, ai Caltagirone e a qualcuno ai vertici di Esselunga. Le telefonate, che sembravano provenire dal ministero della Difesa, erano caratterizzate da toni urgenti e allarmanti. «Qui lo staff del ministro Crosetto, la questione è urgentissima», si presentavano i truffatori, citando spesso «ragioni di sicurezza nazionale» per giustificare richieste di bonifici immediati.
Uno degli episodi più significativi risale a mercoledì, quando la segreteria del gruppo Menarini ha ricevuto una chiamata da una persona che si è spacciata per un collaboratore di Crosetto. Dopo aver lasciato un numero da richiamare, il finto emissario ha insistito sulla necessità di un contatto diretto con la famiglia Aleotti, alimentando il clima di emergenza.
La truffa, che ha sfruttato tecniche di ingegneria sociale e tecnologie avanzate, non è solo un caso di frode finanziaria, ma rappresenta un salto qualitativo nell’uso distorto dell’intelligenza artificiale. Se in passato gli imitatori, da Alighiero Noschese a Maurizio Crozza, erano figure quasi folkloristiche, oggi la tecnologia permette di superare il verosimile, creando scenari in cui il confine tra realtà e finzione si dissolve. Un aspetto che, lungi dal far sorridere, solleva interrogativi preoccupanti sulle implicazioni future di simili strumenti.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, si concentrano ora sulla ricostruzione della rete dei truffatori e sul recupero dei fondi trasferiti su un conto a Hong Kong. Le testimonianze delle vittime, unite alle tracce digitali lasciate dai bonifici, stanno permettendo di ricostruire il modus operandi del gruppo, che ha agito con una precisione tale da ingannare anche personalità abituate a gestire situazioni ad alto rischio.




