Addio a Mattia Debertolis, l’atleta trentino stroncato da un malore in Cina

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mattia Debertolis, 29enne atleta della Nazionale italiana di corsa orientamento, non ce l’ha fatta. Dopo due giorni di agonia, il giovane trentino – ingegnere civile con un futuro professionale a Stoccolma – ha spento i battiti del suo cuore alle 22.23 di lunedì, ora italiana, mentre era ricoverato in ospedale a Chengdu, in Cina. Lì, venerdì scorso, durante la gara d’esordio dei World Games, il suo Gps – strumento obbligatorio per tutti i concorrenti – aveva smesso di trasmettere, segnalandolo immobile.

L’équipe medica dei World Games, intervenuta immediatamente, lo aveva trasportato in ospedale, dove le prime analisi ne avevano decretato il trasferimento in terapia intensiva. Le condizioni, fin da subito gravissime, avevano spinto i familiari a richiedere l’Estrema Unzione, amministrata dal vescovo di Chengdu dopo un viaggio di due ore per raggiungere la struttura. Intanto, erano state attivate le procedure d’urgenza tra Italia e Cina, nella speranza di un miracolo che non c’è stato.

“Faremo del nostro meglio per onorare il tuo ricordo”, ha scritto Alfio Giomi, presidente della Federazione italiana sport orientamento, in un messaggio condiviso con il Consiglio federale. A Primiero, la valle trentina dove Debertolis aveva radici, il dolore è palpabile. Il sindaco Depaoli e il presidente Fiso Trentino Pradel lo ricordano come “un bravo ragazzo, prima ancora che un grande sportivo”.

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