Addio a Paul Emil Tscherrig, il porporato svizzero che vide l’ultimo conclave
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Redazione Esteri
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L’improvviso decesso del cardinale Paul Emil Tscherrig, avvenuto questa mattina nella sua residenza vaticana a Casa Santa Marta, ha privato la Chiesa di uno dei suoi più esperti diplomatici. Colto da un malore all’età di 79 anni, l’alto prelato originario del Vallese lascia un vuoto significativo nel collegio cardinalizio, lui che fino a pochi mesi fa, precisamente nel maggio del 2025, aveva varcato la soglia della Cappella Sistina per eleggere l’attuale Pontefice, Leone XIV. La sua scomparsa riporta l’attenzione su una carriera spesa interamente al servizio della Santa Sede, iniziata con l’ordinazione sacerdotale l’11 aprile 1974 e subito orientata verso studi più specialistici; non quelli di natura morale che aveva sollecitamente richiesto al proprio vescovo, ma un dottorato in diritto canonico conseguito presso la Pontificia Università Gregoriana di Roma.
Un diplomatico di lungo corso tra due secoli
La carriera di Tscherrig prese il volo nel 1978, quando varcò i confini della natia Unterems per entrare nel servizio diplomatico della Santa Sede. Da lì, la sua ascesa fu costellata da incarichi di crescente prestigio: dopo aver lavorato alla preparazione dei viaggi di Giovanni Paolo II, venne nominato arcivescovo titolare di Voli e nunzio in Burundi nel 1996. La sua abilità nel tessere relazioni internazionali lo portò a rappresentare il Vaticano in scenari complessi, dalle Antille alla Corea del Sud, passando per i Paesi nordici fino ad arrivare in Argentina. Tuttavia, il momento che ha segnato una svolta nella storia diplomatica recente fu la sua nomina a nunzio apostolico in Italia e nella Repubblica di San Marino nel 2017; per la prima volta dalla firma dei Patti Lateranensi, un rappresentante non italiano – anzi, un elvetico – veniva chiamato a ricoprire quel ruolo delicato, ricoprendolo fino al marzo del 2024.
Il cordoglio di Leone XIV e l’eredità svizzera
La notizia della morte, diffusa anche dal portale cath.ch, ha trovato immediata eco nel telegramma di cordoglio inviato da Papa Leone XIV. Nel messaggio indirizzato ai familiari e alla diocesi di Sion, dove Tscherrig era incardinato, il Pontefice ha voluto ricordare con animo grato il “fedele servizio” prestato dal porporato, definendolo un ministro del Vangelo che ha agito “generosamente” testimoniando amore alla Chiesa. Con la dipartita di questo cardinale, nato il 3 febbraio 1947 e creato cardinale da Francesco nel concistoro del 30 settembre 2023, la rappresentanza svizzera nel collegio degli elettori si assottiglia drasticamente; rimane ora unicamente il cardinale Kurt Koch, prefetto del dicastero per la promozione dell’unità dei cristiani, unico porporato elvetico ancora in vita con il diritto di entrare in conclave.
Le esequie presiedute dal Pontefice
La Sala Stampa della Santa Sede ha già diramato le disposizioni liturgiche: le esequie del cardinale, che ricopriva il ruolo di Diacono di San Giuseppe in Via Trionfale, si terranno venerdì 15 maggio alle ore 16.00. La cerimonia, che avrà luogo all’Altare della Cattedra della Basilica di San Pietro, sarà presieduta da Leone XIV in persona, affiancato dai membri del collegio cardinalizio. Un gesto, questo, che sottolinea l’alto concetto in cui era tenuto l’arcivescovo Tscherrig, il quale, prima di ritirarsi a vita privata a Casa Santa Marta, aveva ricoperto anche ruoli di rilievo all’interno di alcuni dicasteri della Curia Romana, chiudendo silenziosamente il cerchio di una vita dedita alla diplomazia della fede e ai viaggi, quelli che lo avevano portato a solcare le geografie più disparate della missione cattolica.




