Serie A, il gol è un ricordo: la crisi offensiva finisce sulla stampa estera

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La settima giornata del campionato di Serie A, che si è disputata tra sabato e lunedì, ha consegnato alla storia un primato imbarazzante, sigillando il record assoluto per il minor numero di reti segnate in un turno: appena undici, un dato che, se da un lato fotografa una tendenza ormai consolidata, dall'altro suona come un campanello d'allarme per un torneo che fatica a stare al passo con le altre grandi leghe europee. L'analisi di Paolo Condò, apparsa sul Corriere della Sera, quantifica con precisione questo deficit, parlando di quaranta gol in meno rispetto allo scorso anno nelle prime sette partite, una cifra che definisce una "nevrotica siccità" iniziata già ad agosto. La mancanza di spettacolo, del resto, non è passata inosservata, tanto che la stampa tedesca, attraverso le pagine della Bild, non ha esitato a bollare quella tranche di partite come "la giornata più noiosa di sempre", un giudizio che, per quanto tranchant, riflette una percezione diffusa.

Un campionato in affanno, tra sterili possessi e difese impenetrabili

La dinamica delle partite, come osservato, sembra essersi cristallizzata in due soli schemi: da una parte, l'azione rapida e verticale, l'unica in grado di scompaginare un reparto arretrato, come dimostrato dall'Inter contro la Roma quando Bonny ha risolto la contesa; dall'altra, lunghi e sterili assedi, con le squadre che, disposte in semicerchio a protezione dell'area, costringono gli attacchi avversari a un monotono giro palla in orizzontale, alla vana ricerca di uno spiraglio che raramente si materializza. Questo approccio, che privilegia la copertura degli spazi alla creatività, sta lentamente ma inesorabilmente prosciugando la vivacità del torneo, relegandolo in coda alle classifiche delle leghe top d'Europa e, naturalmente, al confronto con la solita Champions League, dove l'intensità e la produttività rimangono su livelli ben diversi.

La classifica risente dell'impasse generale

Anche la graduatoria, in questo contesto, risulta parzialmente alterata, con squadre come la Roma e il Napoli che, avendo perso le rispettive partite, hanno dovuto abbandonare la vetta. Il Como, al contrario, ha stracciato la Juventus mettendo in seria difficoltà l'allenatore Tudor, la cui squadra si trova momentaneamente fuori dai posizionamenti utili per l'Europa. In fondo alla classifica, poi, la staticità regna sovrana: Fiorentina, Genoa e Pisa permangono in quella zona rossa dalla quale sembra impossibile evadere, in un torneo dove persino vincere appare un'impresa di rara difficoltà.

L'eco internazionale e le considerazioni economiche

La derisione della Bild, per quanto aspra, solleva una questione più profonda legata all'attrattività e al valore del prodotto Serie A sul mercato globale. C'è chi, come il "Lord Mayor Elect" di Perth Bruce Reynolds – stando a quanto riportato –, avrebbe pagato una somma considerevole, si parla di dodici milioni di euro, per ospitare uno spettacolo che, alla prova dei fatti, si è rivelato deludente. Un paradosso che, se da un lato ha portato fortuna alla lega italiana nell'ottenere un lauto compenso, dall'altro getta un'ombra sul futuro appeal di un campionato che non riesce a esprimere un gioco propositivo e ricco di emozioni, elementi fondamentali per conquistare nuovi pubblici e mantenere vivo l'interesse degli appassionati di tutto il mondo.

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