Stasera tutto è possibile, la seconda puntata tra il passo di danza di De Martino e Lodigiani e l’addio di Biagio Izzo
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Redazione Cultura e Spettacolo
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C’è un meccanismo, nell’ingranaggio del varietà del mercoledì sera di Rai 2, che continua a funnonare nonostante il ripetersi delle formule, e la seconda puntata di Stasera tutto è possibile, andata in onda l’11 marzo, ne è stata la riprova, sebbene con qualche crepa nel motore della comicità. Il programma, registrato come da tradizione all’Auditorium Rai di Napoli e condotto da uno Stefano De Martino ormai proiettato verso la conduzione di Sanremo 2027, ha mescolato ancora una volta il caos programmato dei giochi con l’imprevedibilità dei fuorionda, regalando al pubblico momenti di autentica leggerezza. Ed è proprio in quegli interstizi, lontano dalla scaletta più rigida, che è emersa la scintilla più vivida della serata, quella che ha visto protagonisti lo stesso De Martino e Brenda Lodigiani in una interpretazione improvvisata di Dirty Dancing.
La complicità tra il conduttore e la comica, del resto, è apparsa subito come uno degli elementi più freschi di questa edizione. Se il gioco della Stanza inclinata o il Segui il labiale procedono ormai sui binari di un rodato automatismo, è nei momenti di sospensione, quando la regia di Sergio Colabona lascia spazio al backstage, che il programma ritrova la sua anima più autentica. La “presa dell’angelo”, quel sollevamento romantico e goffo ispirato al celebre film con Patrick Swayze, è diventato il tormentone della settimana, principalmente per la naturalezza con cui Lodigiani si è abbandonata al gioco e per la reazione, a metà tra lo stupore e l’imbarazzo, del diretto interessato. Una performance, quella dell’attrice, che l’ha consacrata come una delle voci più versatili del cast, capace di cantare, ballare e improvvisare con una disinvoltura che talvolta ha persino messo in ombra colleghi più esperti, facendo sorgere piú di un commento su una sua possibile eredità futura dello show.
Il paradosso di De Martino e l’addio di un pilastro
Emerge, tuttavia, una sorta di paradosso proprio attorno alla figura di De Martino. Il conduttore, ormai sempre più al centro dell’universo Rai grazie ai risultati costanti di Affari Tuoi e alla recente nomina per il Festival, sembra muoversi all’interno di Stasera tutto è possibile con la disinvoltura di chi è a proprio agio, forse fin troppo. La sensazione, per chi osserva, è che il suo compito di “spalla” ai comici, per quanto svolto con tempi tecnici ineccepibili, lo costringa a una dimensione artistica più ridotta rispetto alle sue attuali ambizioni, quasi fosse un pilota di Formula 1 costretto a correre con un’utilitaria. Una staticità che non gli appartiene e che, per certi versi, stride con l’energia che lui stesso sprigiona quando conduce altri format, lasciando intendere come la “famiglia” di STEP, per quanto accogliente, rappresenti ormai un porto troppo sicuro e poco stimolante per chi deve prendere il largo verso lidi più prestigiosi.
A complicare il quadro, inoltre, si è aggiunta una nota malinconica che ha attraversato l’intera puntata: l’annuncio dell’addio, seppur temporaneo, di Biagio Izzo. È stato lo stesso De Martino, nel corso della serata, a comunicare che quella dell’11 marzo sarebbe stata l’ultima apparizione dell’attore in questa edizione, costretto a lasciare per sopraggiunti impegni professionali. Una defezione non da poco, considerando che Izzo rappresenta, insieme a Francesco Paolantoni, uno dei pilastri storici su cui poggia l’impalcatura comica del programma. La sua assenza rischia di privare il divano di una delle sue colonne portanti, quella stessa intesa telepatica con De Martino e Paolantoni che, negli anni, ha salvato numerose serate dalla banalità e costruito siparietti memorabili.
L’esattezza dell’imitazione e il rischio dell’autoreferenzialità
In mezzo a questi flussi e riflussi, a tenere alta la bandiera della qualità ci ha pensato Claudio Lauretta. L’imitatore novese, tornato come ospite fisso dopo la prima puntata, ha offerto una prova di spessore nei panni di Gerry Scotti, regalando al pubblico un’imitazione leggera e mai sopra le righe, ma tecnicamente ineccepibile. La sua performance ha giocato abilmente sui continui riferimenti a La ruota della fortuna, la “vicina di casa” di Affari Tuoi in quella quotidiana sfida degli ascolti che vede De Martino e Scotti protagonisti ogni sera. Una satira garbata, la sua, che ha punzecchiato nel punto giusto senza mai risultare volgare, dimostrando come l’imitazione possa essere ancora una forma d’arte capace di alzare il livello tecnico di una serata.
Parallelamente, però, l’ingresso di alcuni ospiti esterni, come nel caso del cantante Nek, ha messo in luce i limiti di un gruppo ormai talmente affiatato da diventare quasi impermeabile. Filippo Neviani, pur mostrandosi disponibile al gioco e dotato di una spiccata autoironia, è sembrato più una comparsa che un protagonista, schiacciato dalla macchina da guerra composta dal trio De Martino-Izzo-Paolantoni. Un peccato, considerando la comunicatività dell’artista, che avrebbe meritato un coinvolgimento maggiore invece di rimanere ai margini delle dinamiche principali. Resta, di fondo, la conferma che Stasera tutto è possibile continua a viaggiare sul doppio binario del caos organizzato e della spontaneità, ma l’orizzonte, con l’uscita di scena di Izzo e la proiezione di De Martino verso il Festival, sembra destinato a mutare radicalmente nelle prossime edizioni.




