Haaland a San Siro, tra record e dichiarazioni a sorpresa: "Non conosco Esposito"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Erling Haaland fa il suo ritorno a San Siro, un palcoscenico che non è nuovo per lui, sebbene la prima volta, come ha rivelato lui stesso, non sia stata da calciatore ma da spettatore, per assistere a una partita del Milan nel 2017, quando militava nel Molde. Un’esperienza, questa, che però è stata surclassata, a suo dire, da un altro evento: “Il concerto dei Coldplay, l’esperienza migliore”, ha affermato con un sorriso il cyborg norvegese, presentatosi in conferenza stampa in tuta e con il cappellino dalla visiera girata all’indietro, quasi a voler imbrigliare la sua iconica chioma bionda. Ora, però, si tratta di un’altra sfida, ben diversa dalle melodie rock o dalle tribune di sei anni fa; una sfida in cui lui, capocannoniere del Manchester City e della Norvegia, è chiamato a fare la parte del cacciatore, inseguendo un record personale di reti contro una nazionale, l’Italia, che conosce bene.

La scommessa su Pio Esposito

Le domande dei giornalisti, com’è prevedibile, non hanno tardato a spaziare oltre il match di domani, toccando anche temi di contorno, come la figura di Pio Esposito. È qui che Haaland ha lasciato una delle sue dichiarazioni più sorprendenti, snobbando, se vogliamo usare un termine forte, il giovane talento. “Ad essere onesto non conosco molto di lui”, ha ammesso con una franchezza che pochi si sarebbero aspettati, aggiungendo poi, quasi per ammorbidire la posizione, una considerazione di carattere generale: “forse mi mangeranno per queste parole ma quando giochi per l’Italia devi avere qualità”. Una presa di posizione che, se da un lato evidenzia una lacuna conoscitiva, dall’altro si trasforma in una scommessa sulle doti del ragazzo, implicitamente riconosciute proprio in virtù della maglia che veste, sia a livello club che in nazionale.

Il fascino del calcio italiano

Non poteva mancare, in un contesto del genere, una riflessione sul futuro e su un’ipotetica, anche se per ora remota, avventura in Serie A. Alla domanda diretta su questa possibilità, il norvegese non si è sottratto, anzi, ha lasciato una porta socchiusa che farà senza dubbio discutere. “Sì, mi piace l’Italia”, ha dichiarato senza giri di parole, ricordando di aver già disputato “buone partite” in terra italiana. E, con una frase che sembra voler accendere la fantasia di molti tifosi, ha concluso: “non si sa mai cosa accadrà nel futuro”. Un’affermazione volutamente vaga, che non promette nulla di concreto ma che, al tempo stesso, non nega alcuno scenario, alimentando quel alone di possibilità che spesso circonda i campioni.

La sfida in campo contro l'Italia

Al di là delle chiacchiere e delle speculazioni, resta il fatto che domani sera, sul rettangolo verde di San Siro, Haaland sarà semplicemente l’avversario da battere. La Norvegia, attualmente capolista del proprio girone di qualificazione al Mondiale, affronterà l’Italia in una di quelle partite che possono decidere le sorti del percorso. Per l’attaccante, si tratterà di un’occasione per consolidare la sua fama di marcatore implacabile, cercando di ripetere le buone prestazioni che lui stesso ha ricordato di aver già offerto in passato in questo paese. Un appuntamento che, al di là dei record e delle dichiarazioni, scriverà una pagina importante per la qualificazione di entrambe le nazionali.

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