Salvini contro Macron, Parigi convoca l'ambasciatrice italiana
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Redazione Interno
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La tensione diplomatica tra Italia e Francia, una delle quali – va ricordato – è un pilastro fondante dell'Unione Europea, si è inasprita a seguito delle dichiarazioni del vicepremier e ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini. Il leader della Lega, commentando con toni polemici l’ipotesi, più volte avanzata dall’Eliseo, di un possibile invio di truppe occidentali in Ucraina, ha apostrofato il presidente francese Emmanuel Macron suggerendogli, in un colorito dialetto milanese, di «taches al tram», cioè di attaccarsi al tram, e di andarci lui in prima persona a combattere, munito di «caschetto, giubbetto e fucile».
Questo linguaggio, giudicato poco consono a un rappresentante di un governo alleato, ha spinto il Quai d’Orsay a convocare per giovedì l’ambasciatrice italiana a Parigi, Emanuela D’Alessandro. I vertici della diplomazia transalpina hanno definito «inaccettabili» i commenti del ministro, segnalando un chiaro disagio per una frattura che, sebbene verbale, tocca il delicatissimo nervo scoperto della strategia comune europea di supporto a Kiev. La reazione francese, per quanto formale, costituisce un episodio significativo nelle relazioni bilaterali, spesso segnate da schermaglie retoriche che raramente però giungono a questo livello di formalità.
L’episodio ha scatenato un putiferio politico anche sul fronte interno, dove l’opposizione non ha perso tempo nell’additare quella che definisce una «figuraccia internazionale» e nel chiedere un intervento chiarificatore del presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Le critiche, tuttavia, non provengono soltanto dai banchi dell’opposizione; dallo stesso schieramento di maggioranza si levano voci che reclamano una linea più cauta. Deborah Bergamini, vicesegretario nazionale di Forza Italia con la delega agli Esteri, ha sottolineato come la politica estera italiana sia di competenza esclusiva del presidente del Consiglio e del ministro degli Esteri, Antonio Tajani, implicitamente richiamando Salvini a un maggior rigore istituzionale.




