Uno chef gallurese sul set di Zalone: la cucina che conquista il cinema

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   Stavolta non è stata la comica gag a strappare il sorriso, ma il profumo autentico di una cucina d’autore. Nicola Mancini, chef gallurese la cui arte si è spesso espressa in contesti di pregio, ha portato i suoi fornelli direttamente sul set di “Buen Camino”, il nuovo film di Checco Zalone. La sua capacità di unire tradizione e creatività, una dote che lo contraddistingue da anni, ha letteralmente ammaliato l’intera troupe, al punto da meritare – fatto non scontato – un ringraziamento speciale nei titoli di coda della pellicola, uscita in sala proprio il giorno di Natale. Un riconoscimento, questo, che va ben al di là della semplice cortesia di set e che sottolinea come un’esperienza sensoriale, quale è un pastio ben concepito, possa diventare parte integrante del clima creativo di un lavoro cinematografico.

I numeri da record di un Santo Stefano al cinema

Se la cucina di Mancini ha riscaldato gli animi sul set, è stato poi il pubblico a decretare il successo della pellicola con un’adesione di massa. Il giorno di Santo Stefano, infatti, ha registrato performance da primato per il cinema italiano nel suo complesso, con incassi totali che hanno superato gli 11 milioni di euro e più di un milione e trecentomila biglietti staccati. Questi dati, diffusi da Cinetel, segnano la miglior giornata del periodo successivo alla pandemia e piazzano il 26 dicembre 2025 al terzo posto nella classifica degli omonimi giorni a partire dal 2000. Le percentuali di crescita, d’altronde, parlano in modo eloquente di una tendenza in atto: rispetto allo stesso giorno del 2024 si osserva un incremento del 205%, mentre il balzo raggiunge il +507% se si prende in esame la settimana precedente. Una rimonta, quella dello spettacolo cinematografico nelle sale, che trova nel periodo natalizio un potente volano.

Il fenomeno Zalone e il trionfo di "Buen Camino"

In questo contesto esplosivo, il nome di Checco Zalone si conferma un autentico caso senza pari nel panorama dello spettacolo nazionale. L’artista pugliese, che ormai da anni guida le classifiche degli incassi con pellicole come “Quo Vado?” e “Tolo Tolo”, ha replicato il suo successo con “Buen Camino”, diretto ancora una volta da Gennaro Nunziante. Il film, nella sua seconda giornata di programmazione, ha incassato da solo oltre sette milioni di euro, attirando quasi un milione di spettatori. Una predominanza schiacciante, considerato che più di sette persone su dieci, fra quelle che hanno varcato la soglia di un cinema in quella data, hanno scelto proprio la sua commedia. Un dato che non fa che consolidare la sua posizione di riferimento assoluto per la commedia popolare italiana, capace di parlare a un pubblico trasversale e molto ampio.

Oltre la risata: l'impronta di un territorio

L’episodio dello chef Mancini, peraltro, offre uno spunto di riflessione che va al di là dei pur straordinari numeri di botteghino. Esso dimostra come un’opera cinematografica di tale portata possa diventare anche veicolo di eccellenze locali, in questo caso quelle enogastronomiche della Gallura. Quella di Zalone, del resto, è una filmografia che ha spesso intrecciato la comicità con ritratti sociali e territoriali puntuali, seppur caricaturali. L’inserimento di una professionalità come quella dello chef nei ringraziamenti ufficiali non è dunque un dettaglio marginale, ma un tassello che contribuisce a costruire l’universo credibile e ricco di sfumature del film, un universo dove la risata si accompagna alla valorizzazione di saperi concreti. Una scelta, questa, che arricchisce la pellicola e che testimonia un’attenzione per i dettagli che parte dalla preparazione del set e arriva fino alla sala.

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