L’occupazione al Sud supera per la prima volta la soglia del 50%
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Economia
-
I dati Istat sul mercato del lavoro relativi al secondo trimestre del 2025 certificano una svolta storica per il Mezzogiorno, dove il tasso di occupazione ha toccato per la prima volta il 50,1%, un primato assoluto dall’inizio delle serie storiche. Questo risultato, che si inserisce in un contesto nazionale positivo con un totale di 24 milioni e 169mila occupati (un altro record, con un milione di posti in più rispetto al 2019), segna una crescita significativa di 96mila unità rispetto al trimestre precedente e di 422mila su base annua.
Parallelamente a questa espansione, l’Istat rileva un progressivo innalzamento dell’età media degli occupati, un fenomeno riconducibile sia all’invecchiamento demografico della popolazione sia alle restrizioni sull’accesso al pensionamento anticipato. Gli over 50, che costituiscono ormai il gruppo più numeroso con oltre 10 milioni di unità, rappresentano quasi il 42% della forza lavoro complessiva, un dato che sottolinea una trasformazione profonda e strutturale del mondo del lavoro italiano.
La maggioranza di governo ha immediatamente colto l’occasione per rivendicare il successo delle proprie politiche. Il presidente del Consiglio Meloni, commentando i dati, ha affermato: "Ci accusavano di voler spaccare l’Italia, ma la verità è che abbiamo scelto di credere nelle energie, nel talento e nella forza del Sud". Una posizione rafforzata dalle dichiarazioni di esponenti di Forza Italia come Tullio Ferrante, secondo il quale "i dati smentiscono il disfattismo della sinistra, che ha saputo solo attuare misure sciagurate all’insegna dell’assistenzialismo".




