Mare in burrasca sullo Ionio, la Protezione civile siciliana attiva la fase di preallarme
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Una perturbazione di notevole intensità, la cui genesi è da ricercare nello scontro tra masse d’aria di diversa origine termica, si appresta a interessare il Mediterraneo centro-meridionale a partire dalle prime ore di lunedì 19 gennaio, trasformando il meteo in un elemento di preoccupazione per gli addetti ai lavori e per la popolazione. Le dinamiche in atto, che vedono coinvolte le correnti fresche atlantiche e quelle calde sahariane, stanno infatti alimentando un vortice ciclonico sul Nord Africa, destinato a muoversi verso nord-est e a impattare con forza sulle regioni meridionali italiane e sulle isole maggiori. L'evoluzione prevista dai modelli meteorologici, fra i quali l'ECMWF, non lascia adito a facili ottimismi, indicando non soltanto un rinforzo deciso dei venti ma anche, e soprattutto, una crescita sensibile del moto ondoso nel bacino ionico, dove le condizioni del mare potrebbero divenire assai critiche.
Venti forti e mareggiate previste per tre giorni
La fase di maltempo, che si protrarrà per almeno tre giorni secondo le attuali proiezioni, sarà caratterizzata da venti forti o persino di burrasca dai quadranti orientali, prevalentemente Levante e Scirocco, i quali, spirando con intensità sostenuta e per un periodo prolungato, solleveranno onde di notevole altezza. È proprio sullo Ionio, dunque, che si concentrano le maggiori apprensioni per il possibile verificarsi di mareggiate di forte intensità, un evento che, se confermato, risulterebbe piuttosto anomalo per il periodo in corso e che richiede un’attenta valutazione dei rischi per la sicurezza marittima e costiera. Alle raffiche di vento si assoceranno, complici i flumi umidi richiamati dal ciclone, precipitazioni abbondanti e persistenti, concentrate in particolare sul settore della Sicilia orientale, compreso tra l'Etna e i Monti Peloritani, dove i quantitativi di pioggia cumulata potrebbero raggiungere e superare localmente i 250 millimetri.
La macchina della Protezione civile in stato di allerta
In considerazione di questo scenario, definito dalla possibile occorrenza di "severi eventi idrogeologici avversi", la Protezione Civile regionale siciliana ha disposto con immediata efficacia l'attivazione della fase di preallarme, un passaggio procedurale che implica la messa in stato di allerta delle strutture operative e l’avvio di tutte le verifiche tecniche del caso. L’invito rivolto ai competenti uffici è, peraltro, quello di predisporre con tempestività i possibili interventi, concentrando l’attenzione sui punti critici già noti e mappati sul territorio, i quali, in simili circostanze, diventano estremamente vulnerabili. Si tratta, per fare qualche esempio, di sottopassi stradali particolarmente esposti ad allagamenti, di pendii instabili, di aree golenali o di impluvi, nonché di quei tratti di costa direttamente esposti alla furia del mare in burrasca, dove l’erosione e gli effetti delle onde potrebbero causare danni ingenti.
Monitoraggio continuo sull'evoluzione del ciclone
Mentre la macchina dei soccorsi si prepara a fronteggiare l’emergenza, i centri di calcolo continuano a monitorare l’evoluzione del ciclone mediterraneo, la cui traiettoria e intensità finale determineranno l’esatta distribuzione e la gravità degli effetti al suolo. La previsione di un sistema perturbato così intenso e persistente, bloccato in una determinata configurazione per più giorni, rappresenta un fattore di criticità aggiuntiva, poiché la sollecitazione continua del terreno già saturo d’acqua e del sistema marino aumenta in modo esponenziale i rischi. Pertanto, al di là delle necessarie cautele individuali che si raccomandano alla cittadinanza, l’intero sistema di protezione civile resta concentrato sull’analisi dei bollettini emessi dalle autorità competenti, consapevole che una simile configurazione meteorologica richiede un coordinamento puntuale e una prontezza operativa che non ammette ritardi.




