Amici batte Canzonissima al debutto, ma Milly Carlucci regge l’urto della prima sfida auditel
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La prima vera, grande, attesissima sfida del sabato sera televisivo si è consumata ieri, 21 marzo 2026, con il ritorno in campo di due colossi del piccolo schermo. Da una parte, su Canale 5, Maria De Filippi ha dato il via al serale della venticinquesima edizione di Amici, un talent ormai longevo che rappresenta una macchina da ascolti collaudatissima. Dall’altra, su Rai 1, Milly Carlucci ha tentato l’azzardo (o forse, meglio dire, la scommessa) di riesumare un marchio storico come Canzonissima, assente dal palinsesto in prima serata da oltre mezzo secolo, per provare a insidiare il primato della concorrenza. E se il verdetto dei numeri premia il programma di Mediaset, la serata lascia intravedere un equilibrio che nessuno, alla vigilia, avrebbe scommesso di vedere così stretto.
Il talent show di Maria De Filippi ha concluso la sua prima puntata con una media di 3.295.000 spettatori, conquistando il 23,8% di share, un risultato che, pur garantendogli la leadership della serata, segna un netto arretramento rispetto agli esordi delle passate stagioni. Un anno fa, la fase serale del programma aveva infatti debuttato con quasi 4 milioni di spettatori e un ben più so 27,9% di share, un dato che evidenzia come il margine di manovra della concorrenza si sia fatto improvvisamente più ristretto. D’altra parte, il ritorno di Canzonissima ha dimostrato di avere gambe per reggere l’urto: la presentazione iniziale, andata in onda a partire dalle 21:25, ha catturato 3.900.000 spettatori (22%), per poi assestarsi nella parte centrale del programma – dalle 22:15 in poi – su una media di 2.582.000 spettatori e un 22,5% di share, un dato quest’ultimo che rappresenta il cuore del programma vero e proprio. Considerando l’intera fascia, il distacco tra i due colossi è stato quindi minimo, raccontando di un pubblico che si è diviso quasi equamente tra il revival musicale della Carlucci e la consueta formula del talent di Canale 5.
Il meccanismo di Canzonissima e la sfida delle canzoni
A differenza della struttura classica di Amici, dove giovani allievi si sfidano in canto e ballo, la nuova edizione di Canzonissima ha scelto una strada diversa, puntando sulla nostalgia e su un format che mette al centro non i cantanti in gara, ma le canzoni del passato. Ogni puntata avrà un tema specifico: nella serata d’esordio, il filo conduttore era “la canzone del cuore”, con un cast di artisti chiamati a reinterpretare brani del repertorio italiano, spesso risalenti agli anni Sessanta, Settanta e Ottanta. Il meccanismo di voto è articolato: a decretare il brano vincitore della serata concorrono il pubblico da casa, tramite i social, una giuria composta da sette personalità – i cosiddetti “magnifici 7”, ovvero Claudio Cecchetto, Francesca Fialdini, Pierluigi Pardo, Simona Izzo, Riccardo Rossi, Caterina Balivo e il discografico Giacomo Maiolini – e gli stessi cantanti in gara, che esprimono le loro preferenze. A trionfare nella prima puntata è stato Fabrizio Moro, che con la sua interpretazione de “Il mio canto libero” di Lucio Battisti ha raccolto il maggior numero di consensi, battendo la concorrenza di altri big come Malika Ayane, Elio e le Storie Tese, Enrico Ruggeri, Fausto Leali e i Jalisse.
L’access prime time e il resto del palinsesto
La serata di sabato, però, non si gioca solo in prima serata. L’access prime time ha visto uno scontro tutto sommato simile, con Gerry Scotti che con “La ruota della fortuna” su Canale 5 ha raccolto 4.298.000 spettatori (23,4%), superando di misura “Affari tuoi” su Rai 1 con Stefano De Martino, fermo a 4.162.000 spettatori e al 22,7% di share. Un testa a testa che conferma la grande tenuta dei due giochi a premi, veri e propri traini per le serate principali. Spostando lo sguardo sulle altre reti, la proposta generalista ha spaziato tra generi diversi: su Rai 2 la serie poliziesca “FBI” ha interessato 463.000 spettatori (3%), mentre su Rai 3 il programma divulgativo “La pelle del mondo” con Stefano Mancuso si è fermato a 405.000 spettatori (2,6%). Su La7, Massimo Gramellini con “In altre parole” ha ottenuto un buon risultato nella prima parte con 1.215.000 spettatori (6,8%), calando poi nella seconda parte a 586.000 (4,1%). Per chi cercava intrattenimento più leggero, Italia 1 ha proposto il film d’animazione “Cattivissimo me” (582.000 spettatori, 3,5%), mentre Rete 4 ha puntato sulla coppia storica Bud Spencer e Terence Hill con “Nati con la camicia”, raccogliendo 727.000 spettatori (4,7%). Chiudono il quadro il Nove con “Accordi & disaccordi” (542.000 spettatori, 3,6%) e Tv8 con “4 Ristoranti” di Alessandro Borghese (216.000 spettatori, 1,5%).
La strategia del duello televisivo
Al di là dei numeri, la serata ha rappresentato un interessante spaccato delle strategie editoriali delle due principali reti. Se per Mediaset e Maria De Filippi l’obiettivo era consolidare il primato in un periodo dell’anno storicamente cruciale per le ammiraglie, per Rai 1 e Milly Carlucci la scommessa era duplice: riportare in vita un Titolo iconico senza farlo apparire come un semplice esercizio di stile nostalgico. La scelta di affiancare alla conduttrice una giuria così ampia e un cast di artisti provenienti anche dall’ultimo Festival di Sanremo (da Elettra Lamborghini a Leo Gassmann, passando per Michele Bravi) testimonia la volontà di costruire un prodotto trasversale, capace di parlare sia a un pubblico maturo che ai più giovani. Le esibizioni hanno spaziato da “Città vuota” di Mina a “Bella vera” degli 883, fino al “Nessun dorma” eseguito dal tenore Vittorio Grigolo, a testimonianza di una volontà di contaminazione che mescola il pop alla lirica, il passato recente alla tradizione. La sfida, insomma, è solo all’inizio: il margine ristretto del debutto lascia intendere che le prossime settimane saranno decisive per capire se la scelta della Rai potrà trasformarsi in un vero e proprio sorpasso o se Amici riuscirà a ritrovare quel margine di sicurezza che per anni l’ha resa inavvicinabile.




