Giovinazzo piange Giuseppe Vero, morto a 29 anni in un frontale sulla provinciale

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La strada che separa Bitonto da Giovinazzo, un rettilineo noto agli abitanti della zona, è stata teatro di una tragedia consumatasi nel cuore della notte. Un viaggio di ritorno, dopo una serata trascorsa senza pensieri, si è trasformato in un evento luttuoso a causa di uno scontro frontale di violenza inaudita. Le dinamiche, ancora oggetto di accertamento da parte degli investigatori della polizia locale e dei carabinieri, appaiono chiare nel loro esito drammatico: due vetture, una Citroën Xsara e una Fiat Panda, si sono urtate con forza devastante sul manto della provinciale 156, in un tratto comunemente chiamato “il curvone”. L’impatto, le cui cause sono al centro delle indagini per stabilire eventuali responsabilità, ha proiettato entrambi i mezzi fuori dalla carreggiata, lasciando sul posto un ammasso di lamiere contorte che i soccorritori hanno faticato a riconoscere come automobili.

Le operazioni di soccorso e il ferito grave

Sul posto, oltre alle pattuglie chiamate a stabilire un cordone e a ricostruire la scena, sono intervenuti i vigili del fuoco del comando di Bitonto, impegnati in un’estricazione complessa per recuperare i corpi dalle carcere metalliche. Per Giuseppe Vero, alla guida della Citroën, ogni soccorso è risultato vano: il giovane, come appurato dai sanitari del 118 giunti con ambulanze e un’auto medica, ha perso la vita sul colpo, stroncato dalla violenza del crash. Il suo è stato poi trasportato all’istituto di medicina legale per gli accertamenti del caso. Ben diversa, seppur critica, la condizione dell’altro automobilista, un ragazzo di 24 anni estratto in stato di incoscienza dalla sua vettura e trasportato in codice rosso al Policlinico di Bari. Qui, i medici dell’ospedale barese combattono per stabilizzare le sue condizioni, giudicate molto gravi, mentre la procura ha già avviato un fascicolo per il reato di omicidio stradale, procedura ormai consueta in simili circostanze.

Il ritratto di una vita spezzata

Avere ventinove anni, come ne aveva Giuseppe, significava per lui essere alla soglia di un traguardo importante, quello della laurea in Ingegneria. Originario di Giovinazzo, dove sarebbe tornato quella notte, aveva appena completato la stesura della tesi, un lavoro che coronava anni di studio e sacrifici. In paese, dove la notizia del dramma si è diffusa come un lampo, lo si descrive senza esitazione come “un ragazzo d’oro”, serio e legato alla sua famiglia, un giovane con la vita davanti e un futuro che la strada gli ha brutalmente sottratto. La sua auto, ridotta a un groviglio di ferro, racconta più di ogni parola la forza cinetica sprigionata nello schianto, un dettaglio che gli agenti stanno analizzando, insieme alle eventuali tracce frenanti e alla posizione finale dei veicoli, per fare luce su velocità e comportamento di guida tenuti dai due conducenti.

Il percorso delle indagini e il dolore

Le indagini, coordinate dalla magistratura, procedono ora su due binari paralleli e altrettanto dolorosi. Da un lato, gli esami tecnici sul posto, con i rilievi topografici e il sequestro delle “scatole nere” delle automobili, se presenti, per ricostruire i secondi precedenti l’impatto. Dall’altro, il raccoglimento delle testimonianze di chi, forse, ha visto le vetture sfrecciare o ha sentito il boato dello scontro in una notte altrimenti tranquilla. A Giovinazzo, intanto, ci si prepara ai funerali, una cerimonia che vedrà una intera cittadina stringersi attorno alla famiglia Vero, mentre a Bari, in un letto di terapia intensiva, un altro giovane lotta tra la vita e la morte. La provinciale 156, in quel tratto, ha un nuovo tragico segno da ricordare, un punto che per molti diventerà simbolo di una assenza improvvisa e inspiegabile.

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