Poggio Mirteto piange due vittime in uno schianto frontale sulla Laurentina
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Redazione Interno
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Un sorpasso azzardato, eseguito poco dopo le nove e mezzo di sera lungo la via Laurentina, ha prodotto una collisione di inaudita violenza tra due autovetture, causando l’immediata morte di tre persone e gettando una famiglia, e un’intera comunità della Sabina, nello sconforto più assoluto. L’impatto, avvenuto all’incrocio con via Colli Marini in località Tor San Lorenzo nel territorio di Ardea, ha infatti stroncato le vite dei coniugi Giovanni Rossi e Rita Di Napoli, lui ex finanziare di 69 anni e lei di 63, residenti a Poggio Mirteto, i quali viaggiavano a bordo della stessa automobile insieme al loro figlio trentaduenne. Con loro è morto, guidando il secondo veicolo coinvolto nella dinamica, anche un giovane uomo di 37 anni originario della vicina Torvaianica.
La dinamica e il bilancio di una tragedia annunciata
Sebbene i rilievi dei carabinieri del nucleo investigativo di Roma siano ancora in corso per delineare con precisione ogni passaggio, le prime testimonianze e gli elementi acquisiti dalla polizia locale parlano, senza mezzi termini, di una manovra di superamento intrapresa in condizioni di pericolo, forse in un tratto non consentito, che ha portato il veicolo a invadere la corsia opposta e a centrare in pieno l’auto sulla quale viaggiava la famiglia di Poggio Mirteto. La forza dell’urto, che qualcuno dei primi soccorritori ha definito apocalittica, ha reso necessario l’intervento delle squadre dei vigili del fuoco per estrarre i corpi dalle lamiere contorte, un’operazione che si è protratta a lungo nella notte sotto le luci artificiali dei mezzi di emergenza.
Il figlio superstite e il percorso giudiziario avviato
Mentre il figlio della coppia, il solo sopravvissuto allo schianto, è stato trasportato d’urgenza all’ospedale dei Castelli dove i medici lo hanno dichiarato in prognosi riservata per le gravi ferite riportate – sebbene, per sua fortuna, non in immediato pericolo di vita –, la magistratura ha già avviato un fascicolo per il reato di omicidio stradale. Gli investigatori, i quali stanno esaminando ogni possibile traccia tecnica, dalle telecamere di sorveglianza alle scatole nere delle vetture qualora presenti, cercano di ricostruire non solo la sequenza esatta del sorpasso ma anche la velocità tenuta dai due conducenti e le condizioni ambientali della strada in quel preciso momento. Un’indagine, questa, che si annuncia minuziosa e che dovrà accertare ogni responsabilità, sia penale che civile, in una vicenda dove l’imprudenza al volante ha avuto, ancora una volta, un costo altissimo in termini di vite umane.
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