Ardea, frontale fatale in via Laurentina: tre morti, un ferito grave. Il figlio della coppia ha ritrovato i corpi tra le lamiere

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Un sorpasso azzardato, un controllo della vettura perso in curva e una carreggiata invasa: sono questi, secondo una prima ricostruzione affidata alle indagini dei carabinieri, i tragici attimi che hanno portato allo scontro frontale di venerdì sera, poco dopo le ventuno e trenta, lungo via Laurentina ad Ardea. La violenza dell’impatto, avvenuto all’incrocio con via Colli Marini nella zona di Tor San Lorenzo, ha trasformato le due auto, una Nissan Juke e un’Alfa Romeo, in un groviglio di lamiere, dal quale non hanno avuto scampo tre delle quattro persone coinvolte. La dinamica, che gli investigatori stanno ancora verificando nei dettagli, lascia intendere come la Nissan, condotta da un uomo di 37 anni, abbia improvvisamente tagliato la traiettoria dell’altra vettura, andandole incontro in modo devastante.

Le vittime: una coppia di coniugi e un giovane uomo

I soccorritori, giunti sul luogo del disastro, hanno potuto soltanto constatare il decesso di tre persone. Nell’Alfa Romeo viaggiavano una coppia di coniugi, Giovanni Rossi, di 70 anni, e Rita Di Napoli, di 63, che, come emerso dalle prime informazioni, stavano rientrando nella loro abitazione a Poggio Mirteto dopo una giornata trascorsa probabilmente sul litorale. Con loro, sul sedile posteriore, il figlio più giovane, un 32enne il cui nome non è stato ancora diffuso ufficialmente, che invece è sopravvissuto allo schianto ma in condizioni gravissime, tanto da essere stato trasportato in codice rosso all’ospedale dei Castelli di Ariccia. L’uomo, ricoverato presso il reparto di Ortopedia del Noc, versa attualmente in prognosi riservata, mentre i medici combattono per stabilizzarne le condizioni. Dall’altra parte, solo al volante della Nissan Juke, ha perso la vita Antonio Arminio, 37 anni, residente a Torvaianica.

La testimonianza straziante del figlio maggiore

Un elemento di particolare drammaticità, che va ad aggiungersi al già cupo quadro della vicenda, è rappresentato dalla testimonianza di Bruno Rossi, 43 anni, militare nel dei paracadutisti di Roma e figlio maggiore della coppia scomparsa. Egli, infatti, atteso dai genitori e dal fratello per la cena e insospettito dal loro ritardo, ha deciso di mettersi alla loro ricerca percorrendo la strada che sapeva dovessero fare. È stato lui, purtroppo, a imbattersi per primo nella scena dell’incidente, ancora fumante, riconoscendo tra i rottami l’auto di famiglia e, al suo interno, i corpi senza vita dei genitori. Un’immagine che, come ha raccontato, rimarrà indelebile nella sua memoria, segnando il momento in cui un semplice presentimento si è trasformato in una certezza di dolore.

Le indagini in corso per chiarire le dinamiche

Sul posto, oltre ai vigili del fuoco e al personale del 118, sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Albano Laziale e quelli della stazione di Ardea, i quali hanno avviato tutti gli accertamenti del caso per delimitare con precisione l’area dello schianto e raccogliere ogni elemento utile. L’ipotesi del sorpasso mal calcolato, che avrebbe portato la Nissan a sbandare e a finire nella corsia opposta proprio in prossimità di una curva, resta al centro delle attenzioni degli inquirenti. Si attendono ora i risultati dei rilievi tecnici e delle perizie sui veicoli, operazioni fondamentali per confermare o meno questa prima traccia investigativa e per escludere la presenza di altri fattori concomitanti, come un possibile malore del conducente o anomalie meccaniche improvvise. Il giallo, come spesso accade in simili tragedie della strada, potrà essere sciolto solo dalle prove materiali.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.