La nuova Nissan Juke si fa elettrica e punta tutto sulla ricarica bidirezionale

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   La terza generazione della Nissan Juke, presentata ufficialmente in occasione dell’evento “Nissan Vision” tenutosi presso il quartier generale di Yokohama, abbandona definitivamente la sola propulsione tradizionale per trasformarsi in un veicolo a batteria, segnando un capitolo inedito nella storia del crossover compatto. Chi si aspettava un semplice restyling rimarrà spiazzato: il modello, che dal lontano 2010 ha saputo conquistare circa un milione e mezzo di clienti nel continente europeo grazie a un design quanto meno anticonformista, rinnova la propria identità senza rinunciare a quella vocazione urbana e ribelle che lo ha reso celebre. Questa volta, però, sotto la carrozzeria dalle linee geometriche e taglienti – quasi un omaggio all’arte dell’origami – batte un cuore esclusivamente elettrico, sviluppato sulla piattaforma modulare CMF-EV che il costruttore giapponese condivide con la futura Leaf e con l’Ariya.

Produzione britannica e dettagli tecnici ancora da ufficializzare

La produzione del nuovo Juke è stata affidata allo stabilimento di Sunderland, nel Regno Unito, un sito che la casa nipponica considera strategico per la propria offensiva green nel Vecchio Continente. Sebbene Nissan non abbia ancora diramato la scheda tecnica definitiva – mantenendo un certo riserbo tipico delle fasi di pre-lancio – le indiscrezioni raccolte e le logiche dell’alleanza industriale suggeriscono l’adozione di due livelli di potenza, rispettivamente da 177 e 218 cavalli, associati a batterie con capacità di 52 o 75 kWh. Ne deriverebbe un’autonomia dichiarata secondo il ciclo WLTP che potrebbe oscillare tra i 400 e i 600 chilometri, un dato che, se confermato, la posizionerebbe con decisione tra le rivali più longeve del segmento B. All’interno dell’abitacolo trovano spazio due schermi: uno per la strumentazione digitale da 12,3 pollici e un display centrale per l’infotainment che raggiunge i 14,3 pollici, a sottolineare una certa attenzione alla digitalizzazione totale dell’esperienza di guida.

La svolta del V2G e la coesistenza con l’ibrido

Ciò che però distingue maggiormente questo crossover dalla massa dei competitor, e che rappresenta forse la vera notizia per gli addetti ai lavori, è l’integrazione seriale della tecnologia Vehicle-to-Grid (V2G). La Juke elettrica non si limita quindi a consumare energia, ma diventa un attore attivo nella gestione della rete: la batteria, se collegata a un sistema di ricarica bidirezionale, è in grado di restituire l’elettricità in eccesso all’abitazione privata o direttamente alla rete pubblica, un aspetto che trasforma il veicolo in un nodo di un ecosistema domestico più ampio. I vertici aziendali hanno confermato che l’arrivo nei concessionari europei è calendarizzato per la primavera del 2027, una tempistica che lascia intendere come i collaudi siano già in fase avanzata. Parallelamente, e qui sta un’altra scelta di mercato degna di nota, Nissan non cancellerà dall’oggi al domani la vecchia generazione: l’attuale Juke con motorizzazioni ibride continuerà a essere venduta affiancando la novella arrivata, offrendo così una sorta di cuscinetto per chi non è ancora pronto al passaggio totale all’elettrico.

Un’eredità pesante e un design che non passa inosservato

Con oltre quindici anni di esperienza nel settore dell’elettrificazione – un bagaglio che pochi costruttori possono vantare se si considera la lunga carriera della Leaf – Nissan prova a giocare la carta del ricambio generazionale senza tradire lo spirito originario del modello. La sfida, per gli ingegneri e i designer, era quella di mantenere la personalità viscerale e un po’ sfrontata del Juke all’interno dei rigidi schemi aerodinamici imposti da un gruppo propulsore a batteria. Il risultato, a giudicare dalle prime immagini diffuse durante l’evento giapponese, sembra essere un concentrato di spigoli e superfici sfaccettate che rifiutano la morbidezza dei suv contemporanei. In attesa di conoscerne il prezzo – che probabilmente si attesterà su una soglia d’accesso intorno ai 33.000 euro per la versione base – la Casa nipponica può già contare su un portafoglio ordini ideale fatto di affezionati, pronti a scoprire se l’anima ribelle di questo crossover sopravvive al passaggio all’era degli ampere.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.