Catalogna in ginocchio per il maltempo: due morti, un disperso e trasporti nel caos

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   La Catalogna è stata travolta nella notte tra sabato 3 e domenica 4 ottobre da piogge torrenziali di intensità eccezionale, che hanno provocato almeno due vittime e una persona dispersa nella provincia di Barcellona. Le autorità avevano annunciato il rischio di precipitazioni estreme, con accumuli superiori ai 200 litri per metro quadrato in poche ore, e lo scenario previsto si è concretizzato con violenza in diverse aree costiere e pre-costiere.

Il presidente della Generalitat, Salvador Illa, aveva lanciato l'allarme già nella giornata di sabato, parlando di un possibile "mini-uragano mediterraneo" e invitando la popolazione alla massima prudenza. La situazione è rimasta critica soprattutto nel nord del territorio, dove le squadre di emergenza hanno continuato a operare senza sosta.

Le vittime e i soccorsi

La prima vittima è stata registrata a Tordera, dove un uomo è morto in seguito al crollo di un muro all'interno di un camping. I vigili del fuoco hanno ricevuto l'allarme intorno alle 8:11 del mattino. La seconda vittima è stata individuata a Montornès del Vallès, dove il corpo di un uomo è stato trovato all'interno di un garage completamente sommerso dall'acqua; i familiari ne avevano segnalato la scomparsa dopo non essere riusciti a contattarlo. Le ricerche proseguono per una persona dispersa nella riera di Pineda.

Nella sola area di Barcellona sono state registrate centinaia di richieste di soccorso. L'Hospitalet de Llobregat è stata tra le località più colpite, con allagamenti che in alcune zone abitate hanno superato il metro d'acqua e oltre 700 chiamate di emergenza. Numerosi interventi sono stati richiesti anche a Mataró, Cornellà, Granollers e Badalona.

Il fenomeno meteorologico

L'Agenzia meteorologica spagnola ha inquadrato l'evento come una "Dana", acronimo di Depresión Aislada en Niveles Altos, ovvero depressione isolata in quota. Si tratta dello stesso fenomeno che nell'ottobre del 2024 aveva devastato la regione di Valencia, causando oltre 200 vittime e danni ingentissimi. La Dana si forma quando una massa d'aria fredda rimane isolata in alta quota, separandosi dalle correnti atmosferiche principali; questo nucleo freddo crea una zona di bassa pressione che, interagendo con l'aria calda e umida proveniente dal Mediterraneo, può generare temporali di rara violenza.

Il Servei Meteorològic de Catalunya aveva segnalato la possibilità di un "medicane", un ciclone mediterraneo, legato a un Sistema Convettivo a Mesoscala, ovvero un grande complesso organizzato di temporali capace di scaricare enormi quantitativi d'acqua in tempi molto brevi. Le stazioni meteorologiche automatiche hanno registrato dati significativi: nella zona universitaria di Barcellona sono stati superati i 100 litri per metro quadrato in circa due ore, mentre in alcuni quartieri di L'Hospitalet si sono raggiunti valori superiori ai 130 millimetri.

Trasporti paralizzati

Le conseguenze sulle infrastrutture sono state pesanti. I servizi ferroviari regionali e pendolari di Rodalies sono stati sospesi, con l'eccezione delle linee RL3, RL4 e R16, il cui funzionamento è rimasto comunque subordinato alle condizioni di sicurezza. Anche i Ferrocarrils de la Generalitat hanno interrotto la circolazione, mentre la metropolitana di Barcellona ha subito limitazioni importanti, con diverse stazioni e tratti della rete chiusi. I treni ad alta velocità hanno registrato interruzioni tra Tarragona e il confine francese, con cancellazioni anche dalla stazione di Sants.

Disagi significativi si sono verificati all'aeroporto di Barcellona-El Prat, dove numerosi voli sono stati cancellati e altri hanno accumulato ritardi fino a circa quattro ore. Le autorità hanno raccomandato ai passeggeri di verificare lo stato del proprio volo prima di raggiungere lo scalo. Centinaia di viaggiatori sono rimasti bloccati nelle stazioni ferroviarie, e la Croix Roja ha assistito migliaia di persone negli scali di Barcelona Sants e del Camp de Tarragona.

L'allerta resta alta

Nella mattinata di domenica la situazione meteorologica è apparsa in lento miglioramento su buona parte della regione, ma l'emergenza non è rientrata. Protezione Civile ha inviato un nuovo messaggio di allerta per il rischio di esondazione del fiume Besòs, mentre numerose strade sono rimaste allagate e le operazioni di soccorso e ripristino sono proseguite senza sosta. Dodici comarche catalane sono rimaste fuori dalle restrizioni di mobilità decretate nella giornata di sabato, mentre altre otto hanno mantenuto le limitazioni agli spostamenti.

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