Il Giro di Catalogna cambia percorso per il maltempo, a Camprodon si riparte con Evenepoel e l’assalto dei velocisti

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Redazione Sport Redazione Sport   -   La pioggia, si sa, quando si manifesta in quota, ha la capacità di stravolgere qualsiasi programma. Il Giro di Catalogna, nella sua edizione del 2026, ne ha fatto i conti in queste ore, costringendo gli organizzatori a riformulare la quarta tappa, quella che oggi avrebbe dovuto condurre il gruppo da Matarò a Vallter, per un totale di 173 chilometri. Invece, a causa delle avverse condizioni meteo previste nella località di arrivo, situata a oltre duemila metri di altitudine, la frazione è stata accorciata di ben ventiquattro chilometri. Il traguardo, dunque, non sarà in cima alla salita ma a Camprodon, un cambiamento che di fatto ha rimosso l’ascesa finale dal percorso, trasformando la giornata in un’occasione potenzialmente propizia per gli specialisti delle volate.

Una decisione obbligata e le sue conseguenze sulla classifica

La scelta dell’organizzazione, dettata unicamente da ragioni di sicurezza, ha comportato una modifica sostanziale dell’itinerario. Se nei piani originali la tappa rappresentava il primo vero banco di prova per i big in ottica classifica generale, con la cancellazione dell’arrivo in salita a Vallter 2000, il confronto diretto tra i pretendenti al Titolo viene rinviato. Il percorso odierno si snoda per 151 chilometri, con partenza da Mataró e un avvio subito nervoso: si affronta infatti il Coll de Parpers, una breve ascesa di 3 chilometri con una pendenza media del 4,8%, subito seguito dall’Alt de Sant Feliu de Codines, una salita più lunga (9,8 chilometri) ma dal profilo meno impegnativo (4% di pendenza media). Dopo questi due giri di vite iniziali, il tracciato, ora privo della parte conclusiva più dura, lascia spazio a un finale che potrebbe rivelarsi adatto a un arrivo in volata ristretta, a patto che il gruppo non si disunisca negli ultimi chilometri.

Evenepoel al via, superati i dubbi legati alla caduta

A tenere banco, prima della partenza, era stata soprattutto la condizione fisica di Remco Evenepoel. Il campione belga, protagonista di una caduta nella terza frazione, aveva fatto temere il peggio, con escoriazioni e dolori che avevano messo in dubbio la sua presenza al via. Ma nella mattinata di oggi, a poche ore dalla partenza ufficiale, è arrivata la conferma tanto attesa: Evenepoel ci sarà. Ha cancellato i dubbi, quelli che – va detto – erano più che giustificati dopo la brutta scivolata di ieri pomeriggio, e si presenterà al via con qualche dolore al braccio e i segni della caduta ancora visibili, ma con la determinazione di restare in corsa. La sua presenza, ovviamente, mantiene alta la tensione nella corsa, sebbene la conformazione della tappa di oggi lo veda meno protagonista rispetto a quanto sarebbe accaduto sull’ascesa finale verso Vallter.

La fuga, gli abbuoni e la classifica a punti

La prima ora di corsa, come spesso accade in queste circostanze, è stata caratterizzata da un ritmo elevato e da continui tentativi di allungo. Il gruppo, consapevole che la frazione accorciata offre meno spazio per le azioni da lontano, ha comunque dovuto gestire l’aggressività di chi cercava di inserirsi nella fuga di giornata. Nel mangia e bevi che separava il gruppo dalla salita di Sant Feliu de Codines, si è registrato un nuovo tentativo portato avanti da sei corridori, i quali hanno cercato di guadagnare quel margine necessario per arrivare a giocarsi la vittoria. Nel frattempo, anche i traguardi volanti hanno iniziato a distribuire i primi bonus, fondamentali per le classifiche di contorno. Evenepoel e Tom Pidcock, rispettivamente, si sono aggiudicati i secondi di abbuono in palio (3 e 2) oltre ai punti, dimostrando come anche nelle frazioni apparentemente di transizione la lotta per i secondi bonus resti serrata, un aspetto che in una corsa a tappe di una settimana può rivelarsi decisivo per le posizioni finali.

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