Giro d’Italia, Lavik sorprende i velocisti con una fuga fino a Milano
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Redazione Sport
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Fredrik Dversnes Lavik ha conquistato la 15ª tappa del Giro d’Italia con una fuga riuscita fino al traguardo di Milano, trasformando una giornata annunciata come favorevole ai velocisti in uno dei finali più inattesi della Corsa Rosa. Il corridore della Uno-X Mobility ha preceduto Mirco Maestri e Martin Marcellusi al termine della Voghera-Milano, resistendo al ritorno del gruppo insieme agli altri attaccanti di giornata. La volata attesa alla vigilia non si è mai concretizzata e anche Jonathan Milan è rimasto senza vittorie in questa edizione del Giro.
Lavik ha costruito il successo insieme a Mirco Maestri, Martin Marcellusi e Mattia Bais, protagonisti della fuga nata nelle prime fasi della corsa. I quattro sono riusciti a mantenere il vantaggio fino agli ultimi chilometri, mentre dietro le squadre dei velocisti non sono riuscite a organizzare un inseguimento efficace. Milano ha accolto i battistrada tra due ali di folla festanti e il finale ha premiato la resistenza degli attaccanti, capaci di ribaltare il copione previsto alla partenza.
La fuga cambia il finale della Voghera-Milano
La tappa che chiudeva la seconda settimana del Giro d’Italia sembrava destinata ai grandi sprinter, con i treni delle squadre pronti a controllare la corsa e preparare la classica volata di gruppo. Invece la fuga ha avuto spazio e ha continuato a guadagnare terreno fino all’ingresso nel circuito finale di Milano. Lavik ha poi trovato l’allungo decisivo per conquistare la vittoria davanti a Maestri della Polti VisitMalta e a Marcellusi della Bardiani CSF 7 Saber, mentre Mattia Bais ha chiuso quarto dopo aver condiviso gran parte dell’azione con i compagni di avventura.
Alle spalle dei fuggitivi il gruppo è arrivato con un ritardo di 57 secondi, regolato da Paul Magnier davanti a Dylan Groenewegen e Tobias Lund Andresen. Nella top ten di giornata sono entrati anche Ethan Vernon, Paul Penhoët e Luca Mozzato. Per Jonathan Milan è arrivata un’altra occasione mancata in un Giro d’Italia che finora non gli ha regalato successi di tappa, nonostante le aspettative della vigilia nelle giornate dedicate alle ruote veloci.
Polemiche sulla neutralizzazione dei tempi
La 15ª tappa è stata segnata anche dalla decisione di neutralizzare i tempi della classifica generale all’inizio dell’ultimo giro, a 16 chilometri dall’arrivo. La scelta è arrivata dopo una lunga trattativa con la direzione di corsa nella quale è stato coinvolto anche Jonas Vingegaard. Non ci sono quindi state variazioni nella graduatoria generale, rimasta invariata dopo la giornata di Milano.
Jonas Vingegaard conserva così la maglia rosa davanti ad Afonso Eulálio, staccato di 2 minuti e 26 secondi, e Felix Gall, terzo a 2 minuti e 50. Restano nelle prime posizioni anche Thymen Arensman, Jai Hindley e Giulio Pellizzari, mentre Michael Storer, Ben O’Connor, Derek Gee West e Davide Piganzoli completano la top ten della classifica generale. La seconda settimana del Giro d’Italia si chiude quindi con un arrivo inatteso e con una fuga capace di cambiare completamente il finale previsto alla vigilia.




