"Puoi bombardare Mosca?" La telefonata tra Trump e Zelensky riaccende le tensioni
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Redazione Esteri
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NEW YORK – Che la diplomazia internazionale sia un terreno minato, soprattutto quando si parla di guerra, è un dato di fatto. Ma che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump chiedesse apertamente al leader ucraino Volodymyr Zelensky se Kiev fosse in grado di colpire Mosca e San Pietroburgo è un dettaglio che ha riacceso polemiche e interrogativi. La rivelazione, pubblicata dal Financial Times e non smentita dalla Casa Bianca, risale a una recente telefonata tra i due, avvenuta dopo la decisione di accelerare le forniture militari a Kiev.
Trump, che in passato aveva più volte criticato l’invio di aiuti all’Ucraina, sembra ora oscillare tra sostegno e prudenza. Da un lato, ha escluso la possibilità di fornire missili a lungo raggio, dichiarando alla Bbc che «l’Ucraina non dovrebbe colpire Mosca». Dall’altro, ha ribadito una posizione che definisce «equidistante»: «Non sto dalla parte di nessuno, sto dalla parte dell’umanità». Parole che, però, suonano come un parziale dietrofront rispetto alle pressioni esercitate nei giorni scorsi, quando aveva concesso a Putin «50 giorni» per arrivare a una tregua, aggiungendo con sarcasmo: «Avreste dovuto chiedere a Biden perché ci ha portati in guerra».
Intanto, il tempo gioca contro Kiev. Le armi promesse da Washington – finanziate principalmente dagli alleati europei – non arriveranno prima dell’autunno, lasciando a Mosca almeno due mesi per consolidare l’offensiva estiva. Un ritardo che, se confermato, potrebbe influire sugli equilibri del conflitto.




