Mps, Jefferies vede all'orizzonte un dividendo extra

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Gli analisti di Jefferies hanno innalzato in modo significativo le proprie previsioni per i dividendi di Banca Monte dei Paschi di Siena, prevedendo, per il biennio 2025-2026, un incremento del ventiquattro percento che si accompagna al mantenimento della raccomandazione "buy" sul titolo. Questo ottimismo, che trae origine dalla positiva conclusione dell'offerta pubblica di acquisto su Mediobanca e dai dati chiari sul capitale emersi nel corso del terzo trimestre, non si esaurisce nel medio periodo: le cedole, infatti, potrebbero continuare a mostrare rendimenti a doppia cifra anche nel biennio 2027-2028, nonostante la recente e vigorosa risalita delle quotazioni, grazie alle sinergie che scaturiranno dall'integrazione con Mediobanca. Sebbene l'indice patrimoniale Cet1 si sia attestato al di sotto delle attese, pur restando superiore alle medie di consenso, il quarto trimestre potrebbe riservare ulteriori elementi positivi con la chiusura del processo di riallocazione del purchase price, un passaggio tecnico ma cruciale che potrebbe aprire la strada a distribuzioni di capitale ancora più generose.

Il percorso verso l'eccellenza reddituale

I risultati finanziari dei primi nove mesi del 2025, che hanno registrato un utile netto di 1,37 miliardi di euro con una crescita del 17,5% rispetto all'anno precedente, delimitano con chiarezza il solido percorso intrapreso dall'istituto senese. Questa performance, la quale peraltro non inCorpora ancora i contributi operativi di Mediobanca nel conto economico, è il frutto di una stringente disciplina sui costi, che ha compresso il cost/income ratio fino a toccare il 45,9%, uno dei livelli più bassi dell'intero panorama bancario nazionale. A questo si unisce una marcata miglioria nella qualità del credito, con una consistente riduzione dell'esposizione verso i crediti deteriorati, che contribuisce a rafforzare la struttura patrimoniale della banca e a liberare risorse.

La spinta delle commissioni e lo sguardo al futuro

Un capitolo particolarmente positivo è quello relativo alle entrate da commissioni, salite a 1,185 miliardi di euro con un aumento dell'8,5%, un segnale che indica un'attività commerciale vitale e diversificata. Le aree della gestione, dell'intermediazione e della consulenza finanziaria hanno fatto registrare una crescita del 12,8%, mentre l'attività bancaria commerciale tradizionale è avanzata del 4,4%, con voci specifiche, come quelle sui finanziamenti e sulle garanzie, che hanno mostrato incrementi particolarmente significativi. Questo andamento, che prosegue senza la piena integrazione con Mediobanca, delinea un modello di business sempre più equilibrato e resiliente, in attesa del nuovo Piano di Gruppo il cui debutto è atteso per il marzo del 2026.

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