Jefferies punta su Monte dei Paschi: buy per il titolo, dividendo top in vista

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Economia Redazione Economia   -   In un’analisi che ha catturato l’attenzione degli investitori, la banca d’affari Jefferies ha avviato la copertura del titolo Banca Monte dei Paschi di Siena con una raccomandazione “buy”, accompagnata da un target price di 9,3 euro che, stando ai calcoli, dischiude un potenziale rialzo di circa il 31% rispetto alle quotazioni di metà ottobre. Gli analisti, i quali hanno svolto un ruolo di advisor per Mps nell’operazione di acquisizione, sostengono con decisione che il mercato finanziario non stia ancora valutando appieno le opportunità legate all’integrazione con Mediobanca, un processo che, una volta completato, potrebbe rivelarsi una leva formidabile per la crescita.

Le sinergie al centro della scommessa

Il fulcro dell’ottimismo di Jefferies risiede proprio nelle sinergie, spesso citate ma forse non ancora completamente digerite dagli operatori, che scaturiranno dall’assorbimento di Mediobanca da parte dell’istituto senese. Le proiezioni della banca d’affari, le quali si spingono fino al 2028, prevedono un utile rettificato per azione di 0,87 euro per il 2027 e di 0,95 euro per l’anno successivo, stime che si collocano rispettivamente del 7% e dell’11% al di sopra di quelle del consenso generale. È proprio da questa divergenza, che gli esperti considerano un gap ingiustificato, che scaturisce la fiducia nel titolo.

Il dividendo come faro per gli investitori

Uno degli elementi più tangibili e attesi dalla strategia di integrazione è la politica dei dividendi. Jefferies, analizzando i flussi e le economie di scala che si verranno a creare, ipotizza per il 2028 un rendimento da dividendo definito “migliore della classe”, che potrebbe toccare la soglia notevole del 14,2%. Un simile traguardo, se confermato, rappresenterebbe non solo un forte segnale di solidità per la banca, ma anche un potente richiamo per quella parte di investitori in cerca di rendimenti stabili e consistenti nel settore finanziario.

L’operatività accelera il processo

Sul fronte esecutivo, intanto, l’integrazione procede a ritmi sostenuti sotto la guida dell’amministratore delegato Luigi Lovaglio, il quale ha già presentato al consiglio di amministrazione, presieduto da Nicola Maione, il cronoprogramma dettagliato delle prossime mosse. Alla riunione hanno partecipato anche i principali advisor di Mps, Deloitte e McKinsey, con quest’ultima rappresentata dal senior partner Maurizio Donato, a testimonianza del carattere strategico e della complessità dell’operazione che sta ridefinendo il panorama creditizio.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.