Monte dei Paschi di Siena, Jefferies alza le stime sui dividendi

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La banca d'affari Jefferies ha innalzato del 24% le proprie previsioni sui dividendi di Banca Monte dei Paschi di Siena per il 2025 e il 2026, aggiornando al contempo al rialzo il target price sull'azione, che rimane comunque un "buy". Questo ottimismo, che Jefferies definisce il passaggio "dal primo passo al piatto forte", poggia su due elementi fondamentali: l'esito positivo dell'OPA su Mediobanca e i dati del terzo trimestre 2025, i quali, sebbene abbiano mostrato un coefficiente patrimoniale Cet1 lievemente al di sotto delle attese ma pur sempre superiore al consenso di mercato, hanno offerto una visione più nitida sulla potenziale distribuzione del capitale agli azionisti. Il quarto trimestre, del resto, potrebbe riservare ulteriori sviluppi positivi legati alla finalizzazione del processo di purchase price allocation, un passaggio tecnico ma cruciale che potrebbe rivelare nuove sinergie.

I numeri di una crescita solida

I conti dei primi nove mesi del 2025 confermano il vigore dell'istituto senese, che ha archiviato il periodo con un utile netto di 1,37 miliardi di euro, segnando una crescita del 17,5% su base annua. Una performance, questa, trainata da una gestione dei costi estremamente rigorosa – il cost/income ratio si è attestato al 45,9%, uno dei più bassi del panorama bancario italiano – e da un miglioramento costante della qualità del credito, con una riduzione significativa dell'esposizione verso i crediti deteriorati. Le commissioni, che hanno raggiunto 1,185 miliardi di euro con un aumento dell'8,5%, hanno contribuito in maniera determinante, mostrando un andamento positivo sia nell'ambito della gestione e della consulenza finanziaria, cresciute del 12,8%, sia nell'attività bancaria commerciale, che ha registrato un +4,4%.

Verso l'eccellenza di settore

Il percorso di risanamento e di potenziamento di Mps, che la sta portando a contendersi il primato di banca più efficiente e redditizia in Italia, prosegue dunque senza soste. È bene sottolineare come questa crescita sia stata conseguita includendo nel proprio stato patrimoniale, a partire dal 30 settembre, i saldi di Mediobanca, mentre il conto economico inizierà a registrarne il contributo operativo soltanto dall'1 ottobre. Alcuni segmenti, in particolare, hanno mostrato un dinamismo notevole, come le commissioni su finanziamenti e garanzie, che hanno aggiunto rispettivamente 14,1 e 6 milioni di euro al totale.

Le prospettive dopo l'acquisizione

L'operazione su Mediobanca, conclusa con successo, rappresenta un moltiplicatore di forza per il gruppo, il quale sta ora lavorando all'integrazione in vista della presentazione del nuovo Piano di Gruppo, atteso per marzo del 2026. L'analisi di Jefferies, che si concentra sui fondamentali e sulle potenzialità di creazione di valore, coglie appieno questa fase di transizione, indicando come la solidità patrimoniale e le sinergie in divenire costituiscano la base per una politica dei dividendi più generosa, un elemento che certamente non sfugge agli investitori.

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