Leonardo spa alza le stime di crescita e raddoppia i dividendi grazie alla domanda di armamenti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   I venti di guerra e il crescente riarmo globale continuano a soffiare a favore di Leonardo, il colosso italiano della difesa, che ha chiuso il 2024 con numeri record e un piano di espansione ambizioso. L’azienda, guidata dal Consiglio di Amministrazione sotto la presidenza di Stefano Pontecorvo, ha annunciato un utile netto di 1,159 miliardi di euro, segnando un incremento del 63% rispetto al 2023. Non solo: il dividendo per il 2025 è stato raddoppiato, passando a 0,52 euro per azione, un segnale forte di fiducia nelle prospettive future.

Il risultato netto ordinario, che si attesta a 786 milioni di euro (+3,7% rispetto all’anno precedente), è stato sostenuto da un miglioramento dell’utile operativo, frutto di una gestione più efficiente e di una razionalizzazione dei costi. Già nel 2024, infatti, il gruppo ha conseguito risparmi lordi per 191 milioni di euro, parte di un più ampio piano che prevede di raggiungere 1,8 miliardi di euro di economie entro il 2029.

L’aggiornamento del Piano Industriale 2025-2029, approvato all’unanimità dal Cda, punta a sviluppare tecnologie avanzate per la sicurezza globale, con un focus sulla digitalizzazione e sulle sinergie con altri player del settore. Le alleanze strategiche, in particolare, sono state indicate come un fattore chiave per accelerare la competitività e la redditività del gruppo in uno scenario internazionale sempre più complesso.

Nonostante i risultati positivi, i titoli di Leonardo hanno registrato un calo a Piazza Affari all’indomani della presentazione del bilancio e del nuovo piano industriale, perdendo oltre il 3% in una giornata. Un ribasso che, tuttavia, non cancella il trend positivo dell’anno: da inizio 2024, le azioni del gruppo hanno infatti guadagnato circa il 68%, trainate dalla forte domanda nel settore della difesa.

Equita SIM, pur riconoscendo il potenziale di Leonardo, ha ridotto la raccomandazione da “Buy” a “Hold”, alzando però il target price a 46,50 euro per azione (+26%). Gli analisti hanno sottolineato come il gruppo sia ben posizionato per sfruttare il positivo news flow del settore, ma hanno anche evidenziato i rischi legati a eventuali acquisizioni in ambito cyber e spaziale, che potrebbero rivelarsi costose a causa del rialzo dei multipli di mercato.

Tra le incognite future, resta da monitorare la questione delle Aerostrutture, per la quale si attende una soluzione definitiva entro fine anno. Un passaggio che, se risolto positivamente, potrebbe aprire ulteriori margini di crescita per il colosso italiano.

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