Caso Amariei, la perizia esclude il tentato omicidio: accuse ridotte a lesioni e maltrattamenti
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Redazione Interno
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La cornice giudiziaria del caso che vede imputato Cristian Mihai Amariei, il pizzaiolo di 46 anni residente a Tortona, si è radicalmente ridimensionata. Le accuse di tentato omicidio sono state ricondotte alle meno severe lesioni personali volontarie e maltrattamenti in famiglia, dopo gli esiti di una perizia medico-legale.
La dinamica dell’aggressione
L’episodio, che aveva provocato l’immediato arresto dell’uomo, si era consumato all’interno dell’abitazione familiare in seguito a una lite. Cristian Mihai Amariei aveva ferito con un coltello la moglie Rodica, 51 anni, alla schiena. Il figlio Richard, 23 anni, intervenuto probabilmente per proteggere la madre, aveva riportato una ferita all’addome. A lanciare l’allarme era stata la figlia minore della coppia.
La svolta della perizia medico-legale
La modifica delle accuse scaturisce dalle conclusioni del consulente tecnico del procuratore. La perizia ha stabilito che la forza impiegata nel colpire i familiari sia stata “blanda e lieve”. L’energia del gesto è stata giudicata talmente esigua da escludere, in modo categorico, qualsiasi intento omicida o la possibilità che le ferite potessero avere esiti letali.
Il nuovo corso del processo
Assistito dal suo legale, l’avvocato Davide Bianchi, Cristian Mihai Amariei comparirà in udienza il prossimo 27 ottobre per rispondere delle nuove imputazioni. Il procedimento si concentrerà ora sulla ricostruzione dei maltrattamenti in famiglia e sulla volontarietà delle lesioni, di entità non pericolosa per la vita.




