Anastasia morta a 2 anni a Milano, aperta inchiesta per omicidio colposo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Anastasia aveva due anni e abitava a Rho, nell'hinterland milanese, con i suoi genitori. Non aveva mai mostrato problemi di salute particolari. Martedì pomeriggio, intorno alle 17, è stata portata al pronto soccorso dell'ospedale cittadino perché accusava forti dolori addominali accompagnati da nausea. Il pediatra di famiglia, stando a quanto ricostruito, aveva consigliato ai familiari di sottoporla a un'ecografia per capire la natura di quei sintomi.

Quella che sembrava una normale visita di routine si è trasformata in una tragedia consumata nell'arco di poche ore, tra il nosocomio rhodense e la rianimazione pediatrica dell'ospedale Buzzi di Milano.

Il peggioramento e il trasferimento d'urgenza

Al pronto soccorso la bambina è stata presa in carico dai medici, che hanno disposto alcuni accertamenti diagnostici e le prime cure, tra cui una terapia per via endovenosa. Con il passare delle ore, però, le sue condizioni sono peggiorate progressivamente fino a un arresto cardiaco in tarda serata. I sanitari di Rho sono riusciti a rianimarla e a stabilizzarla quel tanto che bastava per disporre il trasferimento d'urgenza a Milano, verso il Buzzi, la struttura pediatrica che dispone di una rianimazione specializzata.

La piccola è arrivata nel capoluogo lombardo in condizioni già disperate, poco dopo le 23, e nonostante i tentativi dei medici di salvarla è morta nella notte tra martedì e mercoledì.

La segnalazione in Procura e gli atti dovuti

È stata la direzione sanitaria del Buzzi a segnalare l'accaduto alla Procura di Milano, come prevede la prassi quando un bambino apparentemente senza patologie importanti perde improvvisamente la vita. Il fascicolo, affidato alla pm di turno Rosaria Stagnaro che coordina le indagini con l'aggiunto Roberto Piscitello, ipotizza il reato di omicidio colposo. Nelle prossime ore, non appena la magistratura avrà a disposizione la documentazione clinica completa, si procederà con le iscrizioni nel registro degli indagati a garanzia dei medici che si sono occupati della piccola.

Un atto dovuto che consente ai professionisti coinvolti di partecipare, con propri consulenti, agli accertamenti tecnici. Subito dopo sarà disposta l'autopsia, primo passo per chiarire le cause esatte del decesso e verificare se il decesso fosse prevedibile.

La commissione di verifica della Regione

Sulla vicenda è intervenuta anche la Direzione generale Welfare di Regione Lombardia, che ha chiesto ad Ats Città Metropolitana di Milano di controllare le procedure adottate. L'azienda sanitaria ha quindi disposto la costituzione di una commissione di verifica per appurare se il percorso seguito dalla bambina, dall'arrivo al pronto soccorso di Rho fino al trasferimento, sia stato corretto.

L'assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso ha dichiarato che si tratta di un evento estremamente doloroso, esprimendo vicinanza alla famiglia, e ha aggiunto che la vicenda sarà approfondita in ogni suo aspetto. La Regione ha inoltre trasmesso immediatamente notifica alla Procura della Repubblica. I due ospedali dovranno mettere a disposizione degli inquirenti le cartelle che ricostruiscono la storia clinica della piccola, con l'indicazione della diagnosi, delle terapie prescritte e degli esami a cui è stata sottoposta.

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