Firenze, morti dopo il pasto in Rsa: inchiesta per omicidio colposo
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Redazione Interno
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La Procura di Firenze ha avviato un’inchiesta per far luce su una vicenda che ha sconvolto la provincia, dove tre anziani sono deceduti e altri 114 hanno riportato disturbi di gastroenterite dopo aver consumato pasti all’interno di quattro residenze sanitarie assistite (Rsa). I pm, che hanno disposto accertamenti di polizia giudiziaria, stanno indagando per due ipotesi di reato: adulterazione o commercio colposo di sostanze alimentari e omicidio colposo. Le indagini, affidate all’Asl Centro, si concentrano sulla possibile contaminazione di un prodotto alimentare, ritenuto all’origine dell’intossicazione di massa.
Tra le vittime c’è Gianpiero Samuelli, 86enne ex magazziniere alla Zanussi, morto l’11 febbraio scorso nella Rsa Villa Desiderio di Settignano. La figlia Lucia, personal trainer a Firenze, ha raccontato di non aver ricevuto alcuna telefonata di cordoglio dalla struttura, ma di aver trovato nella sua casella di posta una fattura di 600 euro relativa agli ultimi giorni di degenza del padre. «Voglio solo la verità», ha dichiarato Lucia, che sta cercando di capire cosa sia accaduto esattamente in quelle ore.
La tragedia ha colpito non solo la famiglia Samuelli, ma anche altre due famiglie i cui cari sono deceduti nelle stesse circostanze. L’ultima foto di Gianpiero risale a fine settembre 2023: un ritratto di famiglia che lo ritrae insieme alla moglie Caterina, con cui ha condiviso oltre sessant’anni di vita. Un legame spezzato in modo improvviso e drammatico, lasciando un vuoto incolmabile tra i familiari.
Le indagini, ancora in corso, mirano a ricostruire la catena di responsabilità che ha portato alla contaminazione del cibo, cercando di individuare eventuali negligenze o mancanze nella gestione delle forniture alimentari delle Rsa coinvolte. I pm stanno analizzando documenti, testimonianze e risultati delle analisi sui campioni prelevati, per accertare se vi siano state violazioni delle norme igienico-sanitarie o errori nella conservazione degli alimenti.
Intanto, i parenti delle vittime chiedono giustizia e trasparenza, sperando che l’inchiesta possa portare alla luce ogni dettaglio di una vicenda che ha sollevato interrogativi inquietanti sulla sicurezza e la qualità dei servizi offerti nelle strutture per anziani. La morte di Gianpiero e degli altri due ospiti, così come l’intossicazione di decine di persone, rappresentano un dramma che ha scosso non solo le famiglie direttamente coinvolte, ma anche l’intera comunità fiorentina, chiamata a riflettere sulle condizioni di vita e di cura nelle Rsa.




