Al Bano e Romina Power, lo scontro a distanza riaccende le ferite di una storia lunga 26 anni
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Non l’avrebbe mai detto, forse, neppure il più attento degli osservatori di cronaca rosa: che a distanza di oltre un quarto di secolo dalla fine ufficiale del loro sodalizio sentimentale e artistico, Al Bano Carrisi e Romina Power sarebbero tornati a parlarsi – o meglio, a parlarsi addosso – attraverso i teleschermi. Eppure è proprio ciò che sta accadendo in queste settimane, dove una replica infuocata del cantante pugliese a “Domenica In” ha fatto seguito alle rivelazioni – per certi versi inedite – rilasciate dalla Power alla trasmissione “Belve” di Francesca Fagnani. Lì, la figlia di Tyrone Power, rispondendo a una domanda precisa sul peso specifico che la scomparsa di Ylenia (la loro primogenita, sparita nel nulla nel 1994) ha avuto nella rottura, ha usato un’immagine cruda: “Quando pensi di avere un pilastro vicino e di colpo arriva il momento in cui vuoi appoggiarti e non c’è niente, non c’è un sostegno, allora le cose cambiano”. Parole che, evidentemente, hanno scavato a fondo nella carne viva di un’amicizia e di un amore ormai decennale.
Lo sfogo di Al Bano e il silenzio della controparte
La reazione di Al Bano non si è fatta attendere, sebbene sia arrivata qualche giorno dopo, quasi a suggerire un tempo di elaborazione necessario prima di rispondere a colpo sicuro. Su “Oggi” la sua replica è arrivata nitida: “Le sue parole sono un pugno nell’anima”. Un’affermazione che non lascia spazio a interpretazioni ambigue, carica di quel dolore trattenuto che solo chi ha condiviso un palcoscenico e un letto per così tanti anni può permettersi di esternare. Dal canto suo, Romina Power ha scelto la strada opposta: nessuna dichiarazione aggiuntiva, nessuna apparizione improvvisa in tv. Un silenzio stampa che, in questo gioco di specchi mediatico, rischia di pesare più di qualsiasi parola. Perché l’assenza di una contro-replica, in dinamiche così intime, diventa essa stessa un messaggio. Intanto le due figlie maggiori della coppia, Romina e Ylenia (quest’ultima naturalmente assente), non hanno per ora preso posizione pubblica, lasciando al solo racconto indiretto la gestione della memoria familiare.
Jasmine Carrisi difende il padre e minaccia azioni legali
A rompere questo schema – fatto di ex mogli che tacciono ed ex mariti che si sfogano – ci ha pensato Jasmine Carrisi, la figlia che Al Bano ha avuto dalla relazione successiva con Loredana Lecciso. La giovane, intervenuta in più occasioni, ha provato a gettare acqua sul fuoco, sebbene con il chiaro intento di proteggere il genitore. “Lui doveva difendersi”, ha spiegato in una delle sue ultime uscite, facendo riferimento allo sfogo televisivo del padre. Jasmine ha inoltre raccontato come si respiri in casa Carrisi in questi giorni: un clima di apparente tranquillità, ha detto, dove Al Bano sarebbe comunque sereno nonostante la bufera mediatica. Ma la rivelazione forse più rilevante – dal sapore giudiziario – è un’altra: Jasmine ha confessato di aver seriamente pensato di intraprendere provvedimenti legali contro gli “haters”, quelle masse anonime del web che da sempre infestano i commenti sotto le notizie che riguardano la sua famiglia. Un’ipotesi, quest’ultima, che per ora è rimasta allo stadio di intenzione.
La polemica a distanza si allarga e non accenna a chiudersi
Non sembra dunque destinata a placarsi questa schermaglia epistolare – se così si può chiamare – tra Cellino San Marco e gli Stati Uniti, dove Romina Power risiede da anni. Quello che colpisce, in questa vicenda, è la capacità dei due ex coniugi di riaccendere un conflitto mai del tutto sopito, usando i microfoni della televisione generalista come fosse un vecchio duello a colpi di interviste. E nel mezzo restano le vite dei figli, alcuni dei quali (come Jasmine) si trovano a dover gestire un’eredità emotiva non facile. Non ci sono colpevoli né giudici in questa storia; ci sono solo due artisti che, dopo quasi trent’anni, non hanno ancora finito di raccontarsi – e di ferirsi – l’un l’altra. Le inchieste giornalistiche più attente, ormai, hanno smesso di cercare il “perché” della fine, concentrandosi piuttosto su come quel dolore si riarticoli ogni volta che uno dei due decide di rompere il silenzio. Questo nuovo capitolo, con le sue sfumature legali (le parole di Jasmine sugli haters) e i suoi sottintesi psicologici, sembra scritto apposta per tenere banco ancora a lungo.




