Verissimo, le due verità delle figlie Carrisi sullo scontro Al Bano-Romina Power

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Redazione Cultura e Spettacolo Redazione Cultura e Spettacolo   -   La guerra di nervi a distanza tra Al Bano e Romina Power, riesplosa dopo le rivelazioni della cantante statunitense a “Belve”, si è spostata sul terreno delle testimonianze familiari generando, come spesso accade in queste circostanze, una frattura anche tra i figli della coppia. Ospite del salotto di Silvia Toffanin, la secondogenita Romina Carrisi ha rotto un silenzio durato anni per prendere nettamente le parti della madre, offrendo una versione che dipinge il padre come un uomo sopraffatto da una “rabbia antica” e da un’interpretazione letterale – e a suo dire distorta – delle parole di Romina Power.

“Non c’era malizia nelle parole di mia madre, non voleva ferirlo”, ha spiegato la figlia minore della coppia, riferendosi al momento in cui Power, a “Belve”, raccontò di aver avuto bisogno di un sostegno che forse non ricevette durante la tragedia della scomparsa di Ylenia. Secondo la sua analisi, Al Bano avrebbe estrapolato un singolo minuto da un’intervista ben più lunga, reagendo in maniera “sproporzionata”. C’è, nelle parole di Romina Carrisi, il tentativo di mediare un dolore antico: quello per la sorella maggiore sparita a New Orleans, una ferita che l’artista pugliese non avrebbe mai realmente chiuso e che oggi si trasformerebbe in un attacco pubblico dal sapore di vecchio rancore. La figlia ha ammesso di essersi sentita “delusa” da entrambi, ma ha riservato una critica più aspra al padre: “Non aveva il diritto di vomitare tutte quelle cose”, ha dichiarato, evidenziando come lo sfogo del cantante abbia trascurato le conseguenze emotive su di loro, i figli.

L’inaspettata controffensiva di Jasmine: lo sfogo dopo anni di “frecciatine”

Se da un lato Romina jr. chiedeva rispetto per la versione materna, dall’altro lato della barricata è intervenuta a stretto giro Jasmine Carrisi, la figlia avuta da Al Bano con Loredana Lecciso. Con un timing che cancella ogni possibile equivoco sulla volontà di replicare, Jasmine ha utilizzato il palcoscenico di “La Volta Buona” per rispondere punto su punto alla sorellastra, ribaltando la narrazione del “padre aggressore” con quella del “padre che si difende dopo anni di silenzi”.

Jasmine ha accolto le parole della sorella con un misto di dispiacere e stupore, confessando di aver creduto fino a quel momento di poter contare su un rapporto autentico con lei. Lontana dal condannare la reazione paterna, la giovane ha fornito una chiave di lettura diametralmente opposta a quella di Romina: “Non ha risposto a una singola intervista, ma ad anni di interviste e frecciatine accumulate”, ha sostenuto, giustificando quello che la sorella aveva definito un “vomito” mediatico come un legittimo diritto di difesa dopo anni di provocazioni subite in pubblico. Sul fronte dei rapporti familiari, la distanza è siderale: mentre Romina aveva tagliato corto dichiarando l’assenza di “presupposti” per un legame con la nuova famiglia del padre, Jasmine ha replicato a muso duro: “Io ci sarò sempre", rivelando che la frattura nella famiglia allargata è più profonda di quanto apparisse fino a pochi giorni fa.

Le parole che hanno innescato la frattura e il nodo mai sciolto di Ylenia

Al centro di questa bufera ci sono, inevitabilmente, le diverse percezioni del lutto e dell’assenza. La scintilla che ha riacceso l’incendio è stata la confessione di Romina Power, 74 anni, la quale in televisione aveva raccontato di sentirsi ancora legata a Ylenia come se fosse viva da qualche parte, un’affermazione che ha trovato duro contrasto nella razionalità ferita del padre. La stessa Romina Carrisi ha provato a spiegare questa divergenza quasi filosofica: per lei, la madre ha bisogno di credere che Ylenia esista ancora per non crollare psicologicamente, mentre per Al Bano l’idea di immaginarla viva senza poterla cercare sarebbe una tortura insopportabile.

È proprio su questo crinale che si gioca la credibilità delle due fazioni. L’intervista rilasciata da Al Bano a “Domenica In” – dove l’artista, con la voce rotta, rivendicava di essere stato l’unico a percorrere i quartieri a rischio di New Orleans con la polizia mentre l’ex moglie sarebbe rimasta indietro – ha rappresentato per Jasmine lo sfogo di un uomo stanco di essere dipinto come assente. Per Romina Carrisi, invece, quella stessa scena è stata la prova di un’esagerazione mediatica: un padre che ha pensato più a difendere la propria immagine pubblica che al dolore dei figli superstiti.

La “famiglia allargata” vista dalle due sponde del palco

Se la lite sui fatti del passato è destinata a restare senza un arbitro, il presente racconta di una famiglia i cui membri si muovono su binari paralleli. Da una parte, Romina Carrisi ha messo nero su bianco la sua estraneità al nucleo composto da Loredana Lecciso e i relativi figli, definendo la situazione come quella di una “famiglia allargata” che non ha bisogno di frequentarsi per forza per esistere. Un approccio pragmatico che esclude un rapporto stretto se non attraverso la figura paterna.

Dall’altra, Jasmine ha mostrato la delusione per questa esclusione: “Pensavo di avere un rapporto con te”, ha detto, rammentando alla sorella che la lontananza geografica è un conto, ma negare l’esistenza di un legame affettivo è tutta un’altra storia. In questo botta e risposta a colpi di interviste, quello che emerge chiaramente è un romanzo familiare senza un narratore unico. Ogni figlia racconta il proprio dolore e difende il genitore che sente più fragile, trasformando un dramma privato in un episodio processuale pubblico dove le uniche certezze restano la scomparsa di Ylenia e la difficoltà, per chi resta, di elaborare una tragedia che nessuna querelle televisiva potrà mai sanare.

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