«Papà ha reagito in modo sproporzionato»: Romina Carrisi e il nuovo capitolo dello scontro tra Al Bano e Romina Power
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Redazione Cultura e Spettacolo
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La vicenda, che da settimane tiene banco tra i riflettori del pomeriggio televisivo e le colonne dei giornali, si arricchisce di un nuovo, decisivo punto di vista: quello della figlia più giovane, Romina Carrisi. Ospite a Verissimo, l’attrice e pittrice ha scelto di uscire da un ruolo che spesso, in dinamiche familiari esposte al pubblico, è quello del silenzio o della mediazione. Non questa volta. Di fronte alle telecamere di Silvia Toffanin, Romina Carrisi ha preso una posizione chiara nei confronti del padre, Albano Carrisi, 82 anni, e della madre, Romina Power, 74 anni, la cui recente intervista a Belve ha riaperto una ferita che, a quasi trent’anni dalla scomparsa di Ylenia, sembra lontana da una qualsiasi forma di pacificazione.
Tutto, come spiega la stessa Romina Carrisi, è nato da una frase specifica – quasi un dettaglio, a suo dire – estrapolata dalla chiacchierata che la madre aveva avuto con Francesca Fagnani. «Mio padre ha estrapolato un minuto di quell’intervista – ha dichiarato con sorprendente franchezza – e ha reagito, a mio avviso, in maniera molto sproporzionata rispetto a quello che ha detto mia madre». Un giudizio, quello della figlia, che pesa come un macigno nel dibattito mediatico, perché arriva da chi quel dolore e quelle dinamiche le ha vissute sulla propria pelle, senza filtri narrativi. Nelle sue parole non c’è spazio per la neutralità, né tanto meno per il tentativo di ricucire a tutti i costi: c’è invece l’analisi secca di chi ha osservato il padre, ospite a sua volta di Domenica In, rispondere a un’intervista che, almeno nell’intenzione della madre, non conteneva malizia.
La genesi televisiva di un nuovo terremoto familiare
Quando Romina Power si era seduta sul celebre divanetto nero di *Belve*, pochi avrebbero immaginato che quelle confidenze – incentrate sulla solitudine provata dopo la scomparsa di Ylenia a New Orleans nel 1993 – potessero innescare una reazione tanto veemente. Eppure è accaduto. Al Bano, ascoltando presumibilmente solo un frammento (come suggerisce la figlia), ha letto in quelle parole un’accusa implicita, un’assenza di supporto che l’ex moglie avrebbe denunciato pubblicamente. La sua replica, andata in onda domenica scorsa, è stata durissima: un attacco frontale, quasi un “vomito” verbale (termine usato dalla stessa Romina Carrisi per descriverlo) contro colei che per anni è stata la sua partner artistica e personale.
Sul palco di Verissimo, però, il racconto della quartogenita ha ribaltato nuovamente la prospettiva. «Non c’era malizia nelle parole di mia madre», ha ripetuto con fermezza, cercando di restituire all’intervista originale la sua dimensione più autentica: quella del dolore privato, non della ricerca di un colpevole. È la sottile differenza tra il racconto di una sofferenza e la sua trasformazione in un atto d’accusa. Una differenza che, secondo Romina Carrisi, il padre avrebbe ignorato, lasciandosi travolgere dall’impulso.
La delusione dei figli e la scelta di esporsi in prima persona
La parte più intensa dell’intervento, quella che ha catturato l’attenzione del pubblico oltre la semplice curiosità da rotocalco, è stata la confessione personale. Romina Carrisi ha infatti ammesso di essersi sentita «delusa» da entrambi i genitori. Una delusione che non nasce dalla sostanza delle loro divergenze, quanto piuttosto dalla forma e dal luogo in cui queste divergenze vengono discusse. «Non hanno pensato a noi figli», ha aggiunto, lanciando una stoccata trasversale che colpisce tanto Al Bano quanto Romina Power. Il palcoscenico televisivo, così abituale per chi è cresciuto nel jet set dello spettacolo, si è trasformato in un’arena dove la memoria familiare viene smontata e rimontata in diretta, senza che nessuno si sia fermato a chiedersi il costo emotivo per chi quel conflitto lo subisce da figlio.
L’atteggiamento di Romina Carrisi, pur nella sua durezza, non è quello di chi sceglie una fazione. Le sue parole non assolvono la madre né condannano definitivamente il padre: fotografano piuttosto lo smarrimento di chi assiste a una resa dei conti che non ha chiesto, e che rischia di ridurre un lutto profondo a una banale schermaglia da talk show. «Papà non aveva diritto di ‘vomitare’ quelle cose», ha scandito, usando un verbo forte che restituisce tutta la sua insofferenza per la virulenza della replica paterna.
Senza conclusioni, solo il racconto di una frattura
L’intervista a *Verissimo* lascia dunque aperta una crepa che sembra difficilmente ricomponibile, almeno nell’immediato. Non ci sono dichiarazioni di pace imminente né gesti riparatori all’orizzonte: c’è semplicemente una figlia che, rompendo l’alleanza implicita del silenzio familiare, dice la sua senza peli sulla lingua. Una presa di posizione tanto più significativa in quanto arriva dopo l’intervento del cantante a *Domenica In*, costruendo così un dialogo a distanza fatto di accuse, difese e delusioni trasversali. La cronaca, in questo caso, non ha bisogno di aggiungere pathos: la nuda successione degli eventi – l’intervista di lei, la reazione di lui, l’intervento della figlia – basta a raccontare una famiglia che, nonostante i decenni di carriera e successi condivisi, non ha ancora trovato un linguaggio comune per parlare del dolore più grande. E così lo spettacolo, si sa, continua.




