Romina Carrisi e il “livore antico” del padre: “Noi figli, spettatori passivi della loro guerra”
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Quando la musica si è spenta, da tempo, tra Al Bano e Romina Power, ciò che è rimasto sul palco – o meglio, fuori dal palco – è un silenzio carico di parole mai dette, o forse urlate soltanto a spizzichi e bocconi, attraverso interviste e apparizioni televisive. A gettare un’ulteriore secchiata d’acqua sul fuoco, che però non spegne ma anzi alimenta le scintille di un conflitto mai sopito, ci ha pensato la figlia più giovane della coppia, Romina Carrisi, ospite della trasmissione “Verissimo”. Il suo intervento, carico di emotività ma sorretto da un’analisi fredda e puntuale della dinamica familiare, ha spostato l’asticella del racconto: non più solo l’ex coppia di cantanti, ma i figli, costretti a fare da sponda a una guerra che non hanno mai voluto combattere.
“Mio padre – ha dichiarato Romina Carrisi, rivolgendosi alla conduttrice Silvia Toffanin – ha un livore antico, che forse nemmeno lui sa bene da dove scaturisca”. Una frase, quest’ultima, che pesa come un macigno nel dibattito pubblico seguito alle recenti dichiarazioni di Romina Power a “Belve”. Era stato proprio quell’intervento della madre, incentrato sul doloroso capitolo della scomparsa della figlia Ylenia (pensata da Romina Power come “un personaggio di un film”, per riuscire a sopravvivere all’assenza), a innescare la replica furibonda di Al Bano, prima a “Domenica In” e poi sugli scudi di ogni rotocalco.
La figlia, che si trova così nel mezzo di una linea di fuoco tra due genitori anziani ma ancora combattivi, ha parlato di reazione “sproporzionata” da parte di Al Bano. “Tutto è partito da una frase di mia madre – ha spiegato – lui ha estrapolato un minuto di quell’intervista e ha reagito in maniera, a mio avviso, veramente molto spropositata”. Un’analisi che non è solo quella di una figlia ferita, ma di una spettatrice involontaria che vede ripetersi lo stesso copione: un fraintendimento, una sfida a distanza, e poi il silenzio.
“Mi ha deluso”: la stoccata a cuore aperto contro il padre
Non c’è stata però solo la difesa della madre, nell’arringa di Romina Carrisi. Il momento più crudo e intenso del suo intervento a “Verissimo” è arrivato quando ha puntato il dito direttamente contro Al Bano, il celebre cantante di Cellino San Marco, 82 anni, senza però risparmiargli critiche nette. “Papà non aveva diritto di ‘vomitare’ quelle cose – ha affermato, usando un verbo potentemente visivo – mi ha deluso”. Una delusione, quella espressa dalla figlia, che non nasce dall’oggi al domani, ma che affonda le radici in quella che lei stessa ha definito “una guerra mediatica” della quale i figli diventano “spettatori passivi”.
Il riferimento è alla lunga intervista rilasciata da Al Bano dopo le parole di Romina Power. In quella sede, il cantante aveva aspramente criticato l’ex moglie, riaprendo vecchie ferite legate alla scomparsa di Ylenia (la primogenita, sparita nel nulla nel 1994 a New Orleans). Romina Carrisi, pittrice e attrice, ha scelto le parole con cautela ma senza ipocrisie: da una parte ha chiesto rispetto per il dolore di entrambi, dall’altra ha rivendicato il diritto dei figli a non essere considerati semplici megafoni o, peggio, trofei da esibire in una lite pubblica.
“Nessuna malizia”, la difesa della madre e il ricordo di Ylenia
Nel tentativo di riportare la narrazione su un piano meno urlato, Romina Carrisi ha tenuto a precisare un passaggio cruciale. “Non c’era malizia nelle parole di mia madre – ha detto – ho visto l’intervista di ‘Belve’ per intero, e il contesto era completamente diverso da quello che mio padre ha voluto far credere”. Una difesa quasi filologica di quella che resta pur sempre sua madre, la cantante 74enne che fece sognare l’Italia con “Felicità” e “Ci sarà”. Ma anche una presa di distanza dall’atteggiamento paterno, descritto come impulsivo e poco rispettoso di un dolore che resta comune.
E sul capitolo Ylenia, Romina Carrisi ha scelto la metafora cinematografica già evocata dalla madre: “La penso come un personaggio di un film”. Una frase che potrebbe apparire straniante, quasi fredda, ma che lei ha spiegato come l’unico modo per convivere con una perdita tanto assurda quanto inspiegabile. Non un oblio, non una rimozione, piuttosto una messa in scena mentale che permette di non sprofondare. “Da figli – ha aggiunto – abbiamo imparato a gestire il dolore da soli, perché i loro litigi ci hanno lasciati spesso senza una bussola”.
Una famiglia in frammenti, tra spettacolo e dolore reale
Ciò che emerge, nitido, dalle parole di Romina Carrisi, è il ritratto di una famiglia che non sa più comunicare se non attraverso le telecamere. La figlia minore, quella che forse avrebbe voluto solo tenere per sé il ricordo dei momenti felici, si è trovata costretta a fare chiarezza in pubblico, spiegando che i figli di Al Bano e Romina Power non sono né alleati né traditori, ma semplicemente “persone che amano entrambi i genitori, ma che non possono più assistere in silenzio a come si fanno del male”.
Una verità, quella pronunciata nello studio di “Verissimo”, che restituisce tutta la complessità di un conflitto dove il privato diventa spettacolo, e dove ogni parola detta in televisione si trasforma in un boomerang che torna a ferire chi, in quella famiglia, ci è nato e cresciuto. Romina Carrisi non ha chiesto la pace, perché evidentemente la ritiene impossibile. Ha solo chiesto, con la lucidità di chi non ha più paura di perdere nulla, che quel “livore antico” non venga più vomitato addosso a chi non ha mai imbracciato le armi.




