Attacco alle centrali ucraine, la resistenza di DTEK

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Maxim Timchenko, a capo della DTEK, la più grande compagnia energetica privata dell'Ucraina, si trova a fronteggiare una situazione critica. Domenica scorsa, un nuovo attacco russo ha colpito le infrastrutture energetiche ucraine con 200 missili e 90 droni kamikaze. Nonostante la devastazione, Timchenko e il suo team continuano a ricostruire ciò che viene distrutto, dimostrando una resilienza straordinaria.

Da tre anni, la DTEK è impegnata in una lotta incessante contro gli attacchi russi. Il 26 agosto dello scorso anno, i russi hanno preso di mira le centrali energetiche, causando danni ingenti. Tuttavia, la compagnia non si è mai arresa, ricostruendo ogni volta le infrastrutture danneggiate. La pressione russa si fa sentire soprattutto al sud, dove la regione di Zaporizhzhia è stata colpita 433 volte nelle ultime 24 ore.

Nel frattempo, l'Ucraina cerca di dotarsi di sistemi di difesa aerei in grado di contrastare la nuova minaccia balistica rappresentata dai missili ipersonici russi. Questi missili, testati per la prima volta contro l'Ucraina giovedì scorso, sono in grado di trasportare testate nucleari e, secondo quanto dichiarato da Putin, non possono essere intercettati. La Russia ha chiuso parte del suo spazio aereo per nuove sperimentazioni dell'Oreshnik, un missile che, secondo Putin, può colpire tutta l'Europa.

Il generale Leonardo Tricarico, presidente della Fondazione Icsa ed ex capo di stato maggiore dell'Aeronautica, ha espresso preoccupazione per la minaccia rappresentata dai missili ipersonici russi. Secondo Tricarico, non esistono difese efficaci contro questi razzi, e persino gli Stati Uniti avrebbero difficoltà a neutralizzarli.

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