Yara, la Corte d'Assise di Bergamo respinge le nuove analisi sui reperti. I legali dei Gambirasio: «Faremo il possibile per evitare un Garlasco 2»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La Corte d'Assise di Bergamo ha respinto la richiesta della difesa di Massimo Bossetti di effettuare nuove analisi sui reperti e sui campioni biologici del caso Yara Gambirasio. La decisione è arrivata nel pomeriggio di oggi, 5 ottobre, a poche ore dall'udienza durante la quale i giudici si erano riservati di decidere. I legali del muratore di Mapello, condannato in via definitiva all'ergastolo per l'omicidio della tredicenne, avevano chiesto di poter svolgere nuovi accertamenti su due reperti in particolare, per chiarire la provenienza del Dna denominato Ignoto 1.

Il no della Corte e l'annuncio del ricorso

«Faremo sicuramente ricorso», ha dichiarato l'avvocato Claudio Salvagni all'uscita dal tribunale, spiegando che la decisione è arrivata «nel giro di quattro ore» e ricordando che «come ho fatto notare alla Corte ci sono voluti 7 anni per vedere le foto, 8 ricorsi per Cassazione, oltre 400 pagine di atti solo nella fase esecutiva per arrivare a discutere oggi». La difesa di Bossetti insiste da tempo sulla necessità di verificare i campioni che furono esaminati in assenza dei legali dell'uomo condannato in via definitiva nel 2018.

La Corte ha invece rigettato l'istanza, lasciando alla difesa la disponibilità delle foto originali in alta definizione dei reperti e l'accesso ai Dna dell'indagine.

L'opposizione dei legali dei genitori di Yara

In aula erano presenti la pm titolare del caso, Letizia Ruggeri, e gli avvocati Enrico Pelillo e Andrea Pezzotta, che assistono i genitori di Yara, Maura Panarese e Fulvio Gambirasio. I legali si sono opposti alla richiesta di nuove indagini, esprimendo una preoccupazione precisa: «Si vuole fare un Garlasco 2, ma faremo il possibile per evitarlo».

La posizione dei Gambirasio è stata ribadita al termine dell'udienza, quando Pelillo e Pezzotta hanno spiegato che l'obiettivo è impedire che il processo si trasformi in una riapertura continua sul modello di quanto sta accadendo per il delitto di Chiara Poggi. Il riferimento è alle vicende giudiziarie di Garlasco, dove le controanalisi sui pedali della bicicletta di Alberto Stasi e i risultati discordanti emersi a distanza di anni hanno riacceso il dibattito sull'indagine.

La vicenda giudiziaria

Yara Gambirasio, tredicenne di Brembate di Sopra, scomparve il 26 novembre 2010 mentre tornava a casa dalla palestra. Il suo corpo fu trovato il 26 febbraio 2011 in un campo di Chignolo d'Isola. Massimo Bossetti, muratore di Mapello, è stato arrestato il 16 giugno 2014: il suo Dna coincideva con la traccia maschile isolata sui leggins e sugli slip della ragazza, la cosiddetta traccia di Ignoto 1. La condanna all'ergastolo è arrivata in primo grado il 1° luglio 2016, è stata confermata in appello il 17 luglio 2017 e resa definitiva dalla Cassazione il 12 ottobre 2018.

Da allora Bossetti sconta la pena nel carcere di Bergamo e continua a proclamarsi innocente.

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