Caso Almasri, Nordio: "Gli atti in nostro possesso smentiscono i giornali"
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Redazione Interno
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Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, raggiunto dai giornalisti alla Conferenza per la ripresa dell’Ucraina a Roma, ha ribadito che il governo riferirà in Parlamento sul caso Almasri "quando sarà il momento", ma ha aggiunto che i documenti in possesso del suo dicastero "smentiscono radicalmente quanto riportato dalla stampa". Le sue parole arrivano dopo le polemiche scatenate da alcune email interne del Ministero che, secondo le opposizioni, dimostrerebbero come Nordio e il suo staff fossero a conoscenza dell’arresto del generale libico Najeem Osama Almasri fin dall’inizio.
Mercoledì, i partiti di opposizione avevano chiesto le dimissioni del Guardasigilli e un intervento della premier Giorgia Meloni in aula, sostenendo che il ministro avrebbe mentito al Parlamento. Almasri, accusato di crimini di guerra dalla Corte penale internazionale, è al centro di un contenzioso giudiziario dopo che il governo italiano ne ha bloccato l’estradizione. La decisione del Tribunale dei ministri, attesa a breve, potrebbe chiudere – o riaprire – un caso che continua a dividere l’esecutivo e le forze politiche.
Le mail del Ministero della Giustizia, emerse nelle ultime ore, sembrano complicare ulteriormente la posizione di Nordio, gettando ombre sulle dinamiche che hanno portato al mancato trasferimento del militare libico all’Aja. Sebbene il ministro abbia definito "infondate" le ricostruzioni giornalistiche, le opposizioni insistono nel chiedere chiarezza, sottolineando che i documenti contraddicono le versioni ufficiali finora fornite.




