Pensioni, il cedolino di maggio tra conguagli Irpef e le trattenute che riducono l’assegno
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Redazione Interno
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Maggio non porta sorprese clamorose sugli importi degli assegni previdenziali, eppure – come spesso accade quando si riaprono le danze dei conguagli fiscali – il cedolino in arrivo racconta una storia fatta più di aggiustamenti che di aumenti generalizzati. Chi si aspetta un incremento sostanziale dovrà infatti fare i conti con una serie di voci correttive: l’Istituto nazionale della previdenza sociale ha già messo a disposizione la documentazione online a partire dalla terza decade di aprile, e quel prospetto, accessibile tramite l’area personale MyInps con le credenziali Spid o Cie, rivela un meccanismo complesso di ricalcoli che per molti pensionati incide in modo significativo sul netto del rateo.
Pagamenti a due velocità tra Poste e banche per il primo giorno utile
Il calendario delle erogazioni segue, come da prassi consolidata, le regole del primo giorno bancabile del mese; dato che il primo maggio è la Festa dei Lavoratori, l’accredito slitta inevitabilmente generando una biforcazione nelle tempistiche. Per chi riscuote la somma presso gli uffici postali – i quali restano operativi anche il sabato mattina – le pensioni saranno disponibili da sabato 2 maggio, mentre per chi riceve l’accredito su conto corrente bancario bisognerà attendere lunedì 4 maggio, primo giorno utile per gli istituti di credito. Non solo la data cambia, ma va ricordato che il prelievo in contanti è ammesso esclusivamente entro la soglia dei mille euro netti complessivi; oltre quel limite, l’operazione deve necessariamente avvenire con strumenti tracciabili, una disposizione che l’Inps ribadisce anche per questa mensilità.
Il nodo dei conguagli fiscali e delle addizionali ancora in corso
Ad attirare l’attenzione dei pensionati più attenti, però, è la parte centrale del cedolino, quella dedicata alle trattenute e ai ricalcoli dell’Irpef. L’Istituto ha infatti definito in via definitiva l’imposta dovuta per l’anno fiscale 2025, tenendo conto della Certificazione Unica e di tutte le somme risultanti dai dati previdenziali. Da questo aggiornamento possono scaturire due scenari opposti: da un lato un credito, che si traduce in un rimborso quando nei mesi scorsi si è versato più del dovuto; dall’altro – ed è l’ipotesi più delicata – un debito, che genera una trattenuta aggiuntiva sulla rata di maggio. Nel caso in cui l’importo della pensione di aprile non fosse stato “capiente” per assorbire l’intero recupero, il prelievo prosegue regolarmente anche questo mese, abbassando di fatto l’assegno percepito.
A complicare il quadro, si aggiungono le operazioni relative alle addizionali regionali e comunali riferite al 2025, senza dimenticare l’acconto dell’addizionale comunale per il 2026. Per i trattamenti annuali fino a diciottomila euro, se dal ricalcolo emerge un debito Irpef superiore a cento euro, il recupero può essere distribuito fino a novembre, un meccanismo che evita un prelievo eccessivo in un’unica soluzione ma che diluisce l’effetto negativo su più mensilità.
Bonus, detrazioni e i recuperi sulle pensioni integrative
Non mancano, in questo contesto di aggiustamenti, alcune voci positive legate a bonus specifici per le prestazioni che accompagnano l’uscita dal lavoro – come l’Ape sociale o l’isopensione – tassate con il regime ordinario. In presenza di redditi annui entro i ventimila euro, sulla mensilità di maggio può comparire una somma esclusa dalla formazione del reddito, calcolata come credito per lavoro dipendente riferito al 2025. Per i redditi che si collocano tra venti e quarantamila euro, trova invece spazio un’ulteriore detrazione prevista dalla legge di Bilancio, la quale agisce direttamente sull’imposta lorda riducendo il carico fiscale effettivo. Attenzione però alle pensioni integrative: in alcuni casi, importi riconosciuti in precedenza come vantaggi fiscali sono stati successivamente ritenuti non spettanti, e da maggio parte il recupero rateale di quelle somme, suddiviso in otto mensilità consecutive di uguale importo, una trattenuta che il cedolino segnala con una dicitura specifica.




