Maxi blitz dei carabinieri a Roma, 14 arresti tra i clan Senese e Di Lauro: sequestrati orologi di lusso
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Redazione Interno
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Un'operazione di vasta portata, scattata all'alba di oggi, ha colpito al cuore i clan mafiosi radicati nella Capitale, portando all'esecuzione di quattordici ordinanze di custodia cautelare in carcere. Il piano, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia su delega della Procura di Roma e realizzato dai carabinieri del Comando Provinciale con l'apporto di reparti speciali, ha preso di mira una pericolosa rete criminale, i cui legami principali si dipanano tra il potente sodalizio degli Senese e quello dei Di Lauro. Tra coloro che sono stati sottoposti a misure restrittive, spiccano figure di primo piano come Angelo Senese, fratello del noto boss Michele, soprannominato "O' Pazz", ed Ettore Abramo, conosciuto come "Pluto", già ritenuto il vice di Fabrizio Piscitelli, il famigerato "Diabolik".
Il contesto degli omicidi tentati e delle estorsioni
Le indagini, che hanno preceduto il maxi blitz, hanno fatto emergere un quadro criminogeno di estrema violenza, caratterizzato da due distinti tentati omicidi. Questi episodi, secondo gli investigatori, sarebbero direttamente riconducibili a contrasti sanguinosi per il controllo del narcotraffico e di altre lucrose attività illecite nel territorio romano. Non solo droga, però: il ventaglio delle accuse, che ha giustificato le misure cautelari, include anche il reato di estorsione aggravata dal metodo mafioso, il porto e la detenzione illecita di armi da sparo e, in alcuni casi specifici, il tentato sequestro di persona, sempre aggravato dalla modalità mafiosa. Alcuni degli indagati, in particolare, sono ritenuti responsabili di aver agito con il preciso scopo di agevolare le attività dell'associazione di tipo mafioso nota come "clan Senese", rafforzandone la capacità operativa e intimidatoria.
I beni sequestrati nel corso delle perquisizioni
Parallelamente alle esecuzioni degli arresti, i militari hanno condotto una serie di perquisizioni, mirate a colpire anche il patrimonio degli indagati, ritenuto frutto o strumento dell'attività criminale. Nel corso di queste attività investigative, è stato posto sotto sequestro, tra gli altri beni, un ingente quantitativo di orologi di lusso, il cui valore complessivo è stato stimato in circa trecentocinquantamila euro. Questo tipo di azione, che va a incidere sulla capacità economica del sodalizio, rappresenta un aspetto fondamentale della lotta alle organizzazioni mafiose, poiché ne erode il potere e ne smantella la struttura finanziaria, spesso basata sull'ostentazione e sul reinvestimento degli illeciti in beni di prestigio.
L'importanza strategica dell'operazione
L'azione odierna, che segue un meticoloso lavoro di raccolta delle prove, segna un colpo particolarmente significativo alle organizzazioni criminali operanti a Roma, intercettandone i vertici e gli uomini di fiducia. Smantellare una fitta rete, come quella descritta nelle ordinanze, significa interrompere, almeno temporaneamente, i flussi finanziari illeciti e le dinamiche di comando, riducendo la capacità di queste strutture di imporre la propria legge sul territorio attraverso la violenza e l'intimidazione. L'operazione, pertanto, non si limita a un bilancio numerico di arresti, ma disarticola concretamente una cellula attiva, i cui membri sono accusati di reati gravissimi che minano alla base la sicurezza e la legalità.




