Gaza, la trattativa che non decolla: Netanyahu accusato di temporeggiare
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Redazione Esteri
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I colloqui tra Israele e Hamas, che da settimane si svolgono a Doha sotto la mediazione del Qatar, sono «sull’orlo del collasso». Fonti palestinesi, rimaste anonime, hanno dichiarato alla Bbc che la delegazione israeliana sarebbe arrivata «senza un mandato forte», con l’obiettivo di «guadagnare tempo» piuttosto che raggiungere un accordo. L’accusa è chiara: Benjamin Netanyahu, rientrato da un viaggio a Washington dove ha incontrato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, avrebbe deliberatamente rallentato il negoziato, lasciando sul tavolo proposte vaghe e prive di concretezza.
Intanto, a Gaza, il bilancio delle vittime continua a salire. Dieci palestinesi sono stati uccisi mentre attendevano aiuti alimentari, un episodio che si aggiunge agli altri quasi 800 morti in circostanze simili nelle ultime sei settimane, secondo i dati delle Nazioni Unite. L’esercito israeliano ha assicurato di aver rivisto le regole di ingaggio dopo le ripetute segnalazioni di civili colpiti, ma le operazioni militari non si fermano. Netanyahu, dal canto suo, ha dichiarato di vedere «una tregua a breve», senza però fornire dettagli su quali passi concreti verranno compiuti.
Le sue parole, però, suonano come un déjà-vu. Già in passato il primo ministro aveva annunciato imminenti svolte, salvo poi far slittare tutto. «Spero che lo completeremo entro qualche giorno», ha detto atterrando a Tel Aviv, ma la fiducia tra le parti sembra ormai logora. Hamas, da parte sua, accusa Israele di «porre ostacoli» e di non volere davvero un cessate il fuoco.




