Elicotteri bloccati, infradito e casse in quota: la svolta di Cortina contro il turismo selvaggio
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Interno
-
Un elicottero del soccorso alpino che non riesce ad atterrare perché la piazzola del rifugio è occupata da turisti intenti a scattare selfie; colonne interminabili di escursionisti in infradito che si incolonnano sul sentiero 215 verso il lago di Sorapis, e casse acustiche che diffondono musica a tutto volume a duemila metri di altitudine.
Con l'avvio della stagione estiva, le Dolomiti si trovano a fare i conti con un fenomeno ormai noto, quello del "turismo cafone", che dalle spiagge e dai centri storici si è esteso anche ai sentieri di alta quota, spingendo le istituzioni locali a mettere in campo misure straordinarie per arginare gli eccessi e tutelare la sicurezza.
Il piano triennale per la Perla delle Dolomiti
Da pochi giorni è operativo un accordo che coinvolge la Regione Veneto, la Provincia di Belluno e il Comune di Cortina d'Ampezzo, volto a rafforzare i servizi di controllo e sensibilizzazione sul territorio. La polizia locale di Cortina, che conta solo sei effettivi, potrà contare sul supporto di 27 agenti della polizia provinciale, i quali saranno impegnati in una decina di servizi straordinari al mese fino a settembre, con l'obiettivo di presidiare le aree extraurbane più battute dai flussi turistici.
L'amministrazione comunale, guidata da Gianluca Lorenzi, ha stanziato per questa prima fase 20 mila euro, con la prospettiva di estendere l'iniziativa ad altre località del Bellunese e una durata complessiva triennale.
Non solo multe, ma educazione alla montagna
Il comandante della Polizia Locale di Cortina, Luis Caranfa, ha spiegato che la sfida principale è affrontare l'overtourism mettendo al centro la tutela del territorio. L'approccio, come sottolineato anche dall'assessore alla Polizia locale Stefano Ghezze, non mira tanto a fare cassa con le sanzioni, quanto a prevenire comportamenti pericolosi e favorire una maggiore consapevolezza tra i visitatori.
Tra gli aspetti da curare, c'è l'abbandono di rifiuti, anche solo di bucce di frutta che possono abituare la fauna selvatica a cibi non naturali, e il divieto di campeggio abusivo, che deve essere sostituito dal pernottamento nei rifugi o nei bivacchi autorizzati. L'assessore regionale alla Montagna Dario Bond ha commentato che il turismo è una straordinaria opportunità che va governata con responsabilità, e che Cortina può diventare un punto di riferimento per tutto il Veneto.
Un fenomeno in crescita tra numeri e inciviltà
I dati relativi al 2025 parlano chiaro: il distretto delle montagne bellunesi ha accolto un milione e 118 mila visitatori, segnando un incremento dell'11% rispetto all'anno precedente. L'aumento dei flussi si traduce, purtroppo, anche in una crescita di episodi di inciviltà che vanno ben oltre la scelta inappropriata dell'abbigliamento.
Oltre ai casi di nudismo e alle docce improvvisate sotto le grondaie dei rifugi, che hanno suscitato l'indignazione di residenti e amministratori, la cronaca locale racconta di parcheggi selvaggi e di veri e propri campeggi abusivi, come quello allestito su un isolotto a Porto Cesario, che hanno richiesto l'intervento delle forze dell'ordine.
La preoccupazione è che questi comportamenti, oltre a mettere a rischio la sicurezza dei diretti interessati, possano danneggiare l'immagine di un territorio che si prepara a ospitare eventi di richiamo internazionale.




