Elicotteri bloccati e infradito sui sentieri, le Dolomiti alzano il muro contro il turismo selvaggio

Elicotteri bloccati e infradito sui sentieri, le Dolomiti alzano il muro contro il turismo selvaggio
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Redazione Interno Redazione Interno   -   Un elicottero del soccorso alpino costretto a rinunciare a un atterraggio di emergenza perché la piazzola del rifugio era trasformata in un salotto all'aperto da turisti in infradito. Accade sulle Dolomiti, dove l'avvio della stagione estiva porta con sé il consueto, e ormai prevedibile, impatto dell'overtourism e di certi comportamenti al limite del decoro.

La scena, che si ripete con variazioni sul tema da Cortina al lago di Sorapis, ha innescato una reazione che punta a trasformare la tolleranza in rigore: più controlli, multe salate e un progetto pilota per educare, ma anche per sanzionare, chi confonde la montagna con un parco giochi senza regole.

Infradito e casse bluetooth, il decalogo della maleducazione estiva

La colonna sonora dell'estate 2026, sulle vette alpine come nei borghi storici, è fatta di bassi distorti da casse portatili e del fruscio dei ciabattini infilati per affrontare sentieri che richiederebbero scarpe tecniche. Pantaloni corti, canottiera e, nei casi peggiori, costume da bagno indossato come abito da città: la divisa del turista cafone è ormai standardizzata e non conosce confini geografici, applicandosi con la stessa disinvoltura ai masegni di Venezia e ai ghiaioni delle Dolomiti.

Il problema, però, non è solo estetico: le code sui percorsi più gettonati, come il sentiero 215 che porta al lago di Sorapis, diventano pericolose quando si intrecciano con i mezzi di soccorso, mentre i pic-nic vietati e gli accampamenti abusivi tra i boschi alimentano il rischio incendi e il degrado ambientale.

Il caso dell'elicotero e la svolta delle ordinanze

L'episodio che ha fatto scattare la molla, nell'ultimo fine settimana, ha visto un elicottero del soccorso alpino costretto a virare a causa di un gruppo di turisti che aveva trasformato l'area di sosta del rifugio in una terrazza per selfie e musica, nonostante la segnaletica e le raccomandazioni. Il velivolo, chiamato per un intervento urgente, ha dovuto rinunciare all'atterraggio, ritardando i soccorsi e accendendo i riflettori su un fenomeno che le amministrazioni locali non sono più disposte a tollerare.

A Cortina d'Ampezzo, la "Perla delle Dolomiti", è scattato così un progetto pilota che prevede lo schieramento di agenti sui sentieri più frequentati, con il duplice compito di informare gli escursionisti sulle buone pratiche e di elevare sanzioni a chi viola le norme: dall'accesso ai corsi d'acqua per farsi il bagno (pratica proibita per motivi di sicurezza e ambientali) all'uso improprio delle attrezzature, fino all'occupazione di spazi riservati ai mezzi di emergenza.

Dalle spiagge alla montagna, il fenomeno dell'overtourism colpisce tutto il Veneto

La questione, in realtà, non riguarda solo le cime dolomitiche ma investe l'intero territorio veneto, da Venezia a Verona, dove i flussi turistici massicci mettono in crisi la capacità di accoglienza e la qualità della vita di residenti e visitatori.

La differenza, in montagna, è che il sovraffollamento non si traduce solo in code e disagi ma in veri e propri rischi per la sicurezza: un sentiero intasato da persone in infradito non rallenta solo il passo, ma ostacola eventuali operazioni di evacuazione e aumenta esponenzialmente il numero di interventi per traumi, distorsioni e malesseri legati alla scarsa preparazione.

Le amministrazioni, di fronte all'evidenza, hanno scelto la strada della prevenzione e della repressione: il presidio estivo appena avviato rappresenta il primo passo di una strategia che, se darà risultati, verrà estesa ad altre località, con l'obiettivo di restituire dignità e vivibilità a un patrimonio naturale sempre più sotto pressione.

Multe e sensibilizzazione: il doppio binario della nuova stagione

Il piano messo in campo non si limita a elevare contravvenzioni, ma prevede anche un'opera di sensibilizzazione capillare lungo i percorsi, con cartellonistica multilingue e operatori dedicati al contatto diretto con i turisti. L'idea è quella di arginare il fenomeno prima che si traduca in danni irreversibili, ricordando che il rispetto delle regole non è solo una questione di buon vicinato ma di incolumità collettiva.

Le prime uscite hanno già registrato una certa resistenza culturale: molti visitatori, infatti, sembrano considerare la montagna un luogo dove tutto è concesso, dimenticando che si tratta di un ambiente fragile e spesso pericoloso. Ma i numeri delle multe, in questo avvio di stagione, e il numero di interventi di soccorso, stanno spingendo le autorità verso una linea più severa, con l'obiettivo di disincentivare comportamenti che, fino a oggi, hanno trovato troppo spesso un pericoloso lasciapassare.

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